Edizioni La Meridiana Libri
Libri editi da Edizioni La Meridiana con argomento Teatro
Il teatro bambino. Itinerari formativi per l'infanzia Valera Anna Penati Carla - Edizioni La Meridiana, 2012 - Partenze
Fare teatro nella scuola significa ridare alla comunicazione quella connotazione di verità e profondità che i media stanno distruggendo e nello stesso tempo valorizzare la personalità di ciascuno in forma originale e creativa; ciò è anche un mezzo prezioso per capire del bambino cose della sua vita che lui non ci direbbe mai direttamente. Il teatro, che queste due maestre milanesi propongono, è un gioco serio che non mira a formare bambini attori, ma ad usare il linguaggio teatrale per raccontare se stessi attraverso la finzione scenica, quindi nella dimensione antropologica, un teatro come rappresentazione di se stessi, della propria realtà, dei propri desideri. Attraverso la parola, il gesto, il corpo, il silenzio, il rumore, si attiva un percorso di narrazione in cui il gruppo possa manifestarsi e riconoscersi, e in cui ognuno possa affermare la propria identità. Il bambino creerà così scene di vita quotidiana e le vivrà sapendo che le sta giocando. Dal nuovo punto di vista si accorgerà quindi che la realtà, attraverso la rappresentazione comincia a dipendere da lui. Egli esce da una posizione determinata dagli adulti: "Mascherandosi" si svela, non solo per quello che è, ma anche per quello che vorrebbe essere. Oggi c'è ancora bisogno di far uscire dal banco il corpo del bambino e di ridare alla sua mente la possibilità di pensare, immaginare, progettare; di ritornare a giocare al teatro accogliendo le sue regole di ascolto, partecipazione, autocontrollo...
L'arcobaleno del desiderio Boal Augusto - Edizioni La Meridiana, 2010 - Partenze
"L'arcobaleno del desiderio" è la raccolta sistematica delle tecniche del Teatro dell'Oppresso nelle sue applicazioni alla realtà europea. Nel Teatro dell'Oppresso lo spettatore è aiutato a liberarsi dai veti e dalle repressioni frutto di una ingiusta struttura sociale, indicati da Boal con il termine flics (poliziotti). In un contesto come quello europeo, dove i bisogni materiali sembrano essere soddisfatti, l'oppressione assume caratteristiche di tipo psicologico. I poliziotti esercitano la loro funzione di sorveglianza o repressione in modo più persuasivo e sottile, nella testa di ciascuno di noi, e il teatro diviene, nella provocatoria proposta di Boal, tecnica assai efficace per liberarsi dal flics che danzano nella testa. La sua funzione terapeutica trasforma il disagio senza nome degli spett-attori in un "desiderio" incomprensibile di liberazione, che loro stessi organizzano sulla scena. Ancora una volta il teatro si offre come un fecondo strumento di cambiamento sociale assolutamente unico.
Il teatro degli oppressi. Teoria e tecnica del teatro Boal Augusto - Edizioni La Meridiana, 2011 - Partenze... Per Educare Alla Pace
Perché leggere questo testo tanto fondamentale e fondativo del Teatro degli Oppressi a distanza di decenni? Per tre buoni motivi. Innanzitutto per ritrovare le origini e le radici storiche del Teatro degli Oppressi nella lotta politico-teatrale per liberare dall'oppressione. Ritrovare le radici vuole dire recuperare l'attenzione agli aspetti politici ed etici, non lasciarsi sopraffare dall'agire quotidiano e dalle lusinghe del mercato, avere antenne sensibili per prevedere le trappole possibili. Il secondo motivo è che contiene parti tecniche fresche e ancora attuali come il teatro-mito, il teatro-feuilleton, il teatro-giornale, e poi, ancora, strumenti usati alle origini, tecniche più antiche e meno pregnanti del teatro-forum, in cui è chiara la scelta poetica di attivare lo spettattore, di dialogare col pubblico. In ultimo, questa edizione cancella l'immagine, molto alimentata nel mondo accademico, di un Boal militante politico di un teatro ridotto a insieme di "giochini divertenti", ben lontani dalla serietà della sperimentazione teatrale. Queste pagine oggi come allora vanno lette e sperimentate con lo stesso scopo: analizzare e trasformare il mondo presente, alla luce di quello passato, così da creare il mondo futuro che vogliamo, un altro mondo possibile. Scelte coraggiose in un'Italia che sembra aver smarrito il livello etico prima che politico.