Egea Libri
Libri editi da Egea con argomento Diritto Finanziario
Gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR). Fattispecie e forme Annunziata Filippo - Egea, 2017 - Diritto Dell'economia
Nell'impianto della disciplina sulla gestione collettiva del risparmio, come riflessasi in Italia a seguito del recepimento delle ultime direttive europee in materia, si rinvengono due distinte forme di organizzazione di tale attività finanziaria: si tratta, da un lato, del fondo comune di investimento e, dall'altro, degli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) aventi forma societaria. In altri ordinamenti, le forme organizzative che la gestione collettiva del risparmio può assumere ricomprendono, da lungo tempo, ulteriori schemi, tra i quali, ovviamente, il trust - vero e proprio "archetipo" logico-concettuale della categoria degli organismi di investimento collettivo -, le forme societarie non appartenenti al genus delle società di capitali, nonché le partnership. Il volume si propone l'obiettivo di ricostruire, sulla base della disciplina europea (direttiva AIFMD e direttiva UCITS) e delle disposizioni del Testo Unico della Finanza, la nozione generale di OICR, ponendone in luce gli elementi qualificanti. La portata spiccatamente funzionale della normativa europea, che tende a prescindere dagli schemi che, concretamente, può assumere l'OICR, consente altresì di indagare i profili di contatto tra forme contrattuali (il fondo comune di investimento) e forme statutarie (SICAV e SICAF), quali disciplinate, in particolare, nel sistema italiano. I due schemi organizzativi presentano, in effetti, numerosi punti di convergenza, che testimoniano un intenso fenomeno di circolazione delle regole tra due modelli apparentemente molto diversi. Gli schemi che provengono dal diritto comune vengono così piegati al perseguimento delle finalità di policy legislativa, in primis rappresentate dalla protezione e dalla tutela degli investitori, e dal buon funzionamento del mercato.
Il Testo Unico della finanza. Un bilancio dopo 15 anni Annunziata F. (Cur.) - Egea, 2015 -
Negli ultimi anni, la disciplina del mercato finanziario - con specifico riferimento alle materie regolate dal Testo Unico della Finanza (D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58) - ha visto importanti evoluzioni. Interrogarsi, a distanza di 15 anni dall'emanazione dal Testo Unico, sul percorso compiuto, è utile non soltanto per ricostruire la tumultuosa evoluzione del sistema, ma anche per interrogarsi sulle scelte future. Si tratta di un esercizio che, peraltro, richiede competenze sempre più specialistiche, e diversificate, stanti i diversi ambiti di cui il Testo Unico si occupa: intermediari, mercati, emittenti, offerte pubbliche, nelle loro diverse declinazioni. Lo snodo dell'anniversario è anche opportuno per riflettere su questioni istituzionali, a partire da quella degli assetti e dei poteri delle Autorità di vigilanza, sino al profilo - cruciale - dei rapporti tra normativa interna e disciplina comunitaria. I contributi di questo volume riflettono la complementarietà e la diversificazione delle aree di interesse che ruotano attorno al Testo Unico della Finanza, e danno conto di una disciplina articolata, in costante evoluzione, di cui tuttavia si riescono a cogliere fattori ispiratori, e linee di fondo. Introduzione di Piergaetano Marchetti.
Credit derivatives. Profili civilistici e fiscali Parrilla Ilaria - Egea, 2010 - Comparative And International Taxation
Il termine Credit Derivatives identifica, nella prassi internazionale, gli strumenti finanziari derivati mediante i quali si realizza la negoziazione e la gestione separata del rischio di credito indipendentemente dalla cessione del rapporto creditizio sottostante da cui il medesimo rischio trae origine. Dalle caratteristiche innovative e peculiari di tali strumenti si osserva come questi ultimi consentano: la copertura e la diversificazione dei rischi; il superamento della segmentazione dei mercati; la riduzione dei costi presenti nelle tradizionali forme di assunzione del rischio di credito; l'aumento della liquidità dei mercati; e, infine, il conseguimento di operazioni di speculazione e arbitraggio sul profilo creditizio di terzi. Dalla varietà di tali benefici si rinviene la chiave di successo negli anni dei derivati di credito: le merchant banks e gli istituti di credito si servono infatti dei Credit Derivatives per l'ottimizzazione della gestione del portafoglio crediti, mentre le compagnie assicurative e i fondi comuni di investimento per realizzare alte performance. I Credit Derivatives hanno quindi stimolato l'attenzione delle autorità di vigilanza di numerosi paesi e sollevano la necessità di una loro disciplina a livello civilistico e fiscale. Tuttavia, il legislatore tributario sembra non aver ancora maturato un'analoga attenzione per l'impiego di tali strumenti. Non è infatti ancora prevista una disciplina fiscale specifica per gli aumenti derivati di credito.