Futura Editrice Libri
Libri editi da Futura Editrice con argomento Economia Globale
Riforme contro stagnazione. A che punto è la crisi globale?. Vol. 1 Sanna R. (Cur.) - Futura Editrice, 2012 - Saggi
Il volume raccoglie saggi e contributi predisposti in occasione del Forum sull'economia voluto dalla CGIL con l'obiettivo di promuovere una riflessione collettiva sulle problematiche "reali e stringenti" poste dalla crisi. Si sono così confrontati sindacalisti, dirigenti politici ed economisti in una ricerca tesa a tenere insieme analisi teorica e pratica politica per poter coniugare le prospettive di evoluzione del quadro economico generale, europeo e mondiale, con scelte affidate a piattaforme politiche di profondo cambiamento in grado di incidere sulla crisi e di attuare le riforme necessarie per un nuovo modello di sviluppo. Ne esce un quadro stimolante che, in esplicita rottura con l'ortodossia del pensiero economico dominante degli ultimi trent'anni, punta a definire concreti orizzonti innovativi capaci non soltanto di determinare la crescita necessaria, ma di ridefinire la sua intima struttura.
Riforma del capitalismo e democrazia economica. Per un nuovo modello di sviluppo Pennacchi L. (Cur.) Sanna R. (Cur.) - Futura Editrice, 2015 - Saggi
Dopo sette anni dall'esplosione della crisi, le cause che l'hanno originata non sono state ancora risolte e, per molti versi, neanche affrontate. Non si intravede alcun cambiamento nel modello di sviluppo nel breve periodo, benché nel dibattito accademico e istituzionale si affaccino nuove tesi e suggestioni, come il rischio di una "crisi infinita" o la previsione di una "stagnazione secolare". L'epicentro della crisi si è spostato in Europa e le ondate recessive e deflative si sono moltiplicate proprio a causa dell'euroausterità, come ha mostrato drammaticamente la vicenda greca. II nostro paese ha registrato la maggiore intensità depressiva tra tutte le economie industrializzate, anche per effetto delle debolezze strutturali che già ne avevano caratterizzato il declino e che vanno affrontate dal lato della domanda come dal lato dell'offerta, nel breve come nel lungo periodo, per il lavoro e i salari, gli investimenti e l'innovazione, il welfare e i beni comuni, il benessere e la sostenibilità, la democrazia e il futuro. In questo libro rosso si intraprende specificamente la via di una possibile riforma del capitalismo, anche finanziario, la cui anima è contesa nella strong battle fra pubblico e privato; ma si ragiona anche di questioni più propriamente ascrivibili alla democrazia economica e alla democrazia industriale, alle relazioni sociali e alle relazioni industriali, finanche alla governance e alla gestione delle imprese, nella ricerca di un nuovo modello di sviluppo.
Il soggetto dell'economia. Dalla crisi a un nuovo modello di sviluppo Pennacchi Laura - Futura Editrice, 2015 - Saggi
L'agente economico del neoliberismo non è un soggetto ma una macchina calcolatrice che massimizza "mezzi" dati rispetto a "fini" dati, senza riflettere né sui "mezzi", né sui "fini". Ciò ha molto a che fare con la crisi esplosa nel 2007/2008, la cui interminabile durata è di per sé un indicatore da un lato di gravità, dall'altro di inesplicabilità con le categorie usuali. Desoggettivazione individuale e collettiva, desocializzazione dell'individuo, depoliticizzazione della società hanno costituito i fondamenti della finanziarizzazione, della commodification, della denormativizzazione al centro del modello di sviluppo neoliberista deflagrato con la crisi globale e con la sua drammatica catastrofe occupazionale. Per rovesciare questi processi, mostrare che il soggetto non è solo homo oeconomicus, costruire un "nuovo modello di sviluppo", la fertilizzazione reciproca tra economia, filosofia, antropologia, sociologia si rivela essenziale. Dopo la lunga fase del "disincanto", di weberiana memoria, che ha sterilizzato sentimenti, passioni, valori, è possibile dare vita a un nuovo reincantamento, senza tornare ad essere vittime del costume e della tradizione, solo gravitando su soggettività, socialità, responsabilità, riarticolando da lì un discorso neoumanistico sui "fini" e liberando il pathos sottostante a una nuova apertura affettiva verso il mondo.