Le Lettere Libri
Libri editi da Le Lettere con argomento Carceri
Prossime uscite su CARCERI
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788878364905 Liberi... di uscire. Questioni interiori e questioni di cittadinanza attorno al carcere
Alice, la guardia e l'asino bianco. Racconti delle detenute di Sollicciano Sarsini M. (Cur.) - Le Lettere, 2013 - Pannarrativa
"Chi sono? Chi sono diventata? Come ti può cambiare una carcerazione lunga? Io non lo so, difficile rendersene conto, qualcuna dice: "Sono diventata più forte", "Ho imparato a dire no", brave! Tutte consapevoli di loro stesse, della vita; tutte strafiche, super intelligenti, davvero dei fenomeni. Una delle poche sicurezze che ho è che il carcere amplifica ogni cosa, cosicché i miei infiniti difetti diventano piccole tragedie, quelli di cui mi rendo conto, chissà quanti ce ne sono di cui non ho coscienza; chissà la faccia quando mi sentirò fare una dichiarazione, se la riceverò, se ci sarà qualcuno con così tanto senso dell'umorismo. Di sicuro qualcosa in me è cambiato, ma non so cosa, sono meno tollerante, ma non ho idea se sia una caratteristica ormai acquisita o se fuori torno come prima; questo, come molto altro, lo potrò appurare solo un domani".
Alice nel paese delle domandine. Racconti delle detenute di Sollicciano Sarsini M. (Cur.) - Le Lettere, 2011 - Pannarrativa
Sono detenuta nel carcere di Sollicciano insieme ad altre 130 donne e 5 fra bambini e bambine dai tre mesi ai tre anni. Io parlo con tutte queste donne e la loro voce e i loro gesti insicuri o arroganti, dolci o prepotenti, mi fanno immaginare il percorso che hanno fatto per arrivare qui. Donne dall'andatura sicura o indecisa, ricurve su se stesse per difendersi, oppure spavalde, che camminano guardando in terra o dallo sguardo rivolto lontano. Che parlano sempre, che urlano, altre che sono silenziose. Donne dimenticate, donne attese fuori dal cancello, che amano e non sono amate, che sono amate e che non amano. Donne che litigano, che si rispettano, che si vogliono bene. E io sono qui, seduta nel grande giardino al centro del carcere, c'è l'erba di ogni tipo, a foglie larghe o strette e tante margherite, fiori di campo gialli, celesti e piccoli violacei. Alzo lo sguardo e vedo le vecchie e squallide mura alte che mi circondano, ma non importa, all'interno del carcere c'è la vita, con tutte le sue bellissime forme. E ci sono io, felice di avere due bambini bellissimi, triste e colpevole, orgogliosa di essere la donna che una esperienza tragica mi ha fatto diventare.