Marietti 1820 Libri
Libri editi da Marietti 1820 con argomento Sci
Miracoli e verifiche. Due testi inediti su teologia e scienza Koyré Alexandre Redondi P. (Cur.) - Marietti 1820, 2018 - I Melograni
Siamo lontani dal tempo in cui la teologia dominava l'astronomia, la fisica o la biologia e la Chiesa condannava Copernico, Cartesio e Darwin. Dopo secoli di contrasti, la scienza e la teologia hanno delimitato le loro sfere d'influenza e vivono ora in un regime di non ingerenza reciproca. Questa situazione, a giudizio di Koyré, è dovuta alla sparizione della metafisica, che agiva da intermediario tra le due discipline. I criteri di conferma - osserva Koyré nel primo dei due testi inediti proposti in questo libro - sono necessariamente opposti (il miracolo per la teologia e la verifica per la scienza) e l'incompatibilità tra le due ricerche resta incolmabile.
Lettera a Cristina di Lorena. Sull'uso della Bibbia nelle argomentazioni scientifiche Galilei Galileo Motta F. (Cur.) - Marietti 1820, 2000 - Le Vie
La "Lettera a Cristina" è uno dei testi centrali della riflessione di Galileo sul rapporto tra scienza e fede; essa mette a confronto il libro della natura e il libro sacro sul rapporto mobilità-immobilità, centralità-non centralità di terra e sole, mostrando la singolarità dei due libri e dimostrando che non è pertinente leggere i caratteri della natura mediante il testo della Bibbia. La lettera è stata scritta da Galileo nel 1615; viene portata a stampa solo un ventennio dopo, nel 1636, presso gli Elzevier a Strasburgo, ed è accompagnata in parallelo dalla traduzione latina di Elia Diodati. Della Lettera abbiamo, accanto alla princeps, oltre una sessantina di esemplari manoscritti, un numero triplo rispetto a quelli sin qui noti. La storia del testo, il censimento dei manoscritti e i loro rapporti con la stampa hanno fornito i criteri per l'edizione critica. Essa è fondata sulla princeps, e fornisce in apparato le lezioni di una prima redazione individuata dal curatore nell'Archivio di Stato di Firenze, e di un testimone di una redazione posteriore, con edizioni autografe, conservata presso l'Accademia romana dei Lincei.
Liberarsi dei demoni. Odio di sé, scientismo e relativismo Israel Giorgio - Marietti 1820, 2006 - L'eco
Il titolo allude a "I demoni" di Dostoevskij, che sono assunti a simbolo dei due grandi mali che hanno condotto alle tragedie del Novecento e hanno alimentato le ideologie totalitarie: il mito della palingenesi sociale e il mito della gestione scientifica dei processi sociali. L'idea aberrante che l'umanità debba essere ricostruita dalle fondamenta ha generato quell'"odio di sé" che ha corrotto la civiltà europea e che François Furet ha definito come la capacità di generare uomini che odiano l'aria che respirano senza averne mai conosciuta un'altra. Le manifestazioni estreme di questa malattia - lager e gulag - esprimono quei miti fondatori: i miti palingenetici (politica razziale o purificazione sociale di classe), la gestione scientifica della deportazione, del lavoro forzato e dello sterminio di massa. L'umanità europea compie azioni di penitenza ma sembra non aver compreso le radici della catastrofe che l'ha devastata. L'"odio di sé" si manifesta nelle ideologie postcomuniste e dell'estremismo pacifista; mentre l'adesione critica all'ideologia scientista assume le forme di un relativismo radicale che nega ogni spazio all'etica, alla morale e alla religione nella vita pubblica, e oltretutto nega la scienza come conoscenza, aumentando così il degrado civile.