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Libri editi da Meltemi con argomento Paesaggio
Nelle pieghe del mondo. Il paesaggio negli anni della Convenzione europea Ferrata Claudio - Meltemi, 2020 - Linee
Nel mondo contemporaneo l'idea di paesaggio gode di grande visibilità. Ne è una significativa testimonianza l'introduzione della Convenzione europea del paesaggio. La nozione di paesaggio nasce da una cesura tra il territorio e la sua immagine, ma oggi ci troviamo nell'urgenza di ricomporre questa frattura. Malgrado questo concetto copra un ampio spettro di significati, è possibile delinearne i contorni, farne una storia e anche una geografia. Un testo che potrà interessare i cittadini attenti alle condizioni e alle qualità dei luoghi, ma pure gli operatori territoriali e gli studenti, che troveranno elementi di riflessione.
Paesaggio e tempo Jakob Michael - Meltemi, 2009 - Babele
Quando è comparso per la prima volta il paesaggio nella coscienza dell'uomo? Una prima risposta fa riferimento a una determinata cornice storico-sociale: il paesaggio è comparso come altro dalla città; dunque, almeno in Occidente, in epoca ellenistica, per poi rinascere nella Roma imperiale, scomparire alla fine del periodo classico, ed emergere di nuovo in Italia a partire dal XIV secolo. Si possono tuttavia definire criteri più precisi evocando parametri linguistici, letterari, pittorici, o concetti filosofici (libertà, coscienza di sé, "essere davanti al mondo"). La ricerca della comparsa del paesaggio come oggetto teorico nella letteratura filosofica, critica ed estetica, o in quanto valore mediatico spinge l'autore a ricostruire un grande "testo" che nasce alla fine del secolo XVIII e tocca il suo apogeo nella cultura europea del XIX: basti pensare a Hölderlin, Schiller, Brentano, Richter, Coleridge, Shelley, Wordsworth, Chateaubriand. La storia del rapporto - estetico, letterario, filosofico, architettonico - dell'uomo con il paesaggio narrata in queste pagine parte dall'Ottocento, attraversa l'idealismo tedesco, si prolunga nel Novecento e giunge fino ai pericoli che minacciano oggi il nostro rapporto con la natura - la musealizzazione, la manipolazione, la virtualizzazione -, emblematici di un'ambiguità da cui potrebbero emergere nuove forme del paesaggio.
Paesaggi di paesaggi Caravaggi Lucina - Meltemi, 2002 - Babele
Il termine "paesaggio" è stato negli ultimi anni al centro di dibattiti e confronti interdisciplinari che ne hanno rimesso in discussione il significato e la natura. A cominciare dalle discipline biologiche e sociali, il paesaggio non viene più considerato un oggetto, definito con certezza in base ai suoi caratteri fisici, ma piuttosto un campo di relazioni ad alta densità simbolica. In questo senso anche la contrapposizione tra conservazione e trasformazione va perdendo la sua centralità. La riflessione condotta in queste pagine tende a evidenziare le differenze con il passato e, muovendo dalle affermazioni della recente Convenzione Europea del Paesaggio, delinea possibili itinerari progettuali.