Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino con argomento Bologna
Bologna e lo spazio politico romagnolo nell'età di Dante. Gestione dell'emergenza e comando politico-militare (1296-1306) Bortoluzzi Daniele - Rubbettino, 2024 - Stato, Esercito, Controllo Del Territorio
Il primo aprile 1296, le forze congiunte del signore di Ferrara, Modena e Reggio Emilia - il marchese Azzo VIII d'Este - e dei ghibellini di Romagna attaccarono Bologna, dando così inizio a una violenta guerra destinata a durare più di un decennio. Il conflitto si aprì su più fronti e assunse fin dai suoi esordi una portata sovraregionale, coinvolgendo potenze del calibro di Milano, Firenze, Venezia, oltre a catturare il vivo interesse di Bonifacio VIII; la città felsinea resse a fatica l'urto nemico, ma poco o nulla poté contro le gravi crisi finanziarie e politiche provocate dagli enormi costi della guerra e dalla rottura degli equilibri interni al gruppo dirigente. La grande mole di documenti prodotti e conservati a Bologna in quel decennio permette di studiare la gestione politico-militare dell'emergenza e di analizzare i profili dei comandanti eletti per guidare l'esercito cittadino.
Bologna. Policentrismo urbano e processi sociali emergenti Pieretti G. (Cur.) Castrignanò M. (Cur.) Bergamaschi M. (Cur.) - Rubbettino, 2020 - Sociologia Delle Città Italiane
Il volume offre un quadro sociologico della città di Bologna con particolare attenzione alla dimensione urbanistica, alla presenza straniera, al rapporto tra città e cultura, alle dinamiche abitative, soprattutto a quelle più legate alla responsabilità sociale e alla partecipazione a livello di quartiere. Un'analisi che avverte sulla necessità di tenere alto il livello di attenzione, sia per il monitoraggio sociologico, sia per le politiche urbane, sulla "questione periferie".
La Bologna di «arte sotto i portici». Catalogo delle opere 2014. Ediz. illustrata Caligiuri M. (Cur.) - Rubbettino, 2015 - Varia
"Prima di Turner non c'era la nebbia a Londra", così diceva Oscar Wilde riferendosi ai paesaggi di William Turner, pittore della luce che faceva cogliere non solo la presenza ma anche tutto il fascino di quella avvolgente foschia. Anche per i portici di Bologna potrebbe quindi valere quello che è la nebbia per i londinesi: un elemento talmente intimo e costitutivo che, essendo sempre sotto gli occhi, si nota di rado. Appunto per questo non è di poco conto mettere in mostra, attraverso una manifestazione diventata di grande richiamo, un'opera dell'uomo come i portici che si dipanano per decine di chilometri raggiungendo anche la Chiesa di San Luca, luogo spirituale che illumina la città. E questo dimostra come non mai che il futuro non è che la conseguenza del passato. E poi che cos'è il futuro se non il passato che ha ammainato le sue bandiere? Va dato quindi merito a chi, come Francesco Cordua, non avendo la fortuna di essere nato qui ma venendo da fuori, ne è stato talmente abbagliato dal fascino e dalla magnificenza che sta dando vita da due lustri continuati a una manifestazione che ad ogni edizione si arricchisce sempre di più, fino col diventare patrimonio di tutti. Come Bologna e la sua secolare sapienza e la sua irripetibile arte.