Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino con argomento Finanza Internazionale
Dalla crisi finanziaria globale a nuove regole monetarie. Ediz. italiana e inglese Florio Anna Lossani Marco Nardozzi Giangiacomo - Rubbettino, 2013 -
Prima della crisi finanziaria globale scoppiata nel 2008-2009, una massiccia redistribuzione del reddito nell'economia reale aveva di molto accresciuto i tassi di profitto delle imprese mentre le politiche monetarie, a cominciare da quella della Fed, provocavano una consistente discesa dei tassi di interesse reali. Questa divergenza, unita ai crescenti squilibri dei conti con l'estero che vedevano l'esplodere del deficit americano e del surplus cinese, richiama alla mente l'opera di Knut Wicksell che a fine Ottocento teorizzò la necessità che le politiche monetarie fossero dirette ad allineare i tassi di mercato a quelli "naturali" determinati dal rendimento del capitale. Seguendo questa teoria nella sua formulazione originale, distorta fino a renderla impotente dal recente paradigma Neo-Wickselliano, in questo libro si propone una semplice interpretazione dell'origine della crisi che prospetta anche la possibilità di uscire da una lunga fase di abuso di una politica monetaria dalla "vista corta" che favorisce la finanza più che lo sviluppo dell'economia, con rischi di nuove crisi.
L'impresa internazionale tra Paesi di common law e MIST Zagami Paolo - Rubbettino, 2019 -
Il manuale è uno strumento operativo destinato ai tecnici, ai giuristi ed agli operatori commerciali che desiderano guardare oltre i confini nazionali come punto di approdo o di sviluppo delle proprie attività imprenditoriali e professionali. Esso si pone come primo orientamento per l'utente dei servizi di internazionalizzazione ed ha come ulteriore obiettivo quello di riunire e sintetizzare alcuni tra i più importanti contributi italiani e stranieri in materia di internazionalizzazione pubblicati in cartaceo e sul web. In generale, la prima parte inquadra la tematica della internazionalizzazione ed è dedicata a definire meglio "il perché" un'impresa dovrebbe realizzare un processo di espansione estera; nella seconda parte si delinea in modo pratico e concreto "il come" una impresa dovrebbe operare all'estero; infine, nella terza parte lo scopo è evidenziare "il dove" una impresa potrebbe realizzare il suo piano di internazionalizzazione. L'opera evidenzia, in particolare, come la attività di internazionalizzazione di ogni singola impresa debba essere necessariamente valutata caso per caso, a seconda delle situazioni tecniche, delle condizioni giuridiche ed economiche del Paese in cui si intende investire e soprattutto degli accordi contrattuali specifici, nella convinzione che l'operatore commerciale, al fine di evitare controversie, debba sempre tenere in considerazione non solo gli aspetti operativi ma anche e soprattutto quelli giuridici. Ed infatti sullo sfondo si sono sempre tenute ben presenti le sostanziali differenze che si incontrano a seconda che si operi in ordinamenti di "Civil law" o di "Common law"; inoltre, particolare attenzione è stata prestata ai cosiddetti "Paesi Emergenti" ed ai nuovi mercati che rappresentano occasioni irrinunciabili per le piccole e medie imprese italiane.
L'impresa internazionale nei cosiddetti paradisi fiscali Zagami Paolo - Rubbettino, 2015 - Varia
Si è ormai quasi consolidata nella letteratura scientifica la teoria per cui gli Stati ed i territori a fiscalità privilegiata siano luoghi da condannare, tanto che nell'immaginario collettivo essi sono comunemente associati ai concetti negativi di frode ed attività illecite; del resto, la stessa espressione "paradisi fiscali" viene utilizzata per descrivere questi luoghi in modo dispregiativo e dissimula una equivocità di significato ascrivibile soprattutto alle radici. Tuttavia, vi è dall'altro lato anche una minoranza di autori economici e giuridici che ha evidenziato le positività dei c.d. "paradisi fiscali". Infatti, molti di questi Paesi spesso offrono anche legittime possibilità di investimento in settori ai più sconosciuti e sono stati espressamente riconosciuti come legittimi nel perimetro del diritto tributario internazionale. Probabilmente la verità sta nel mezzo: i c.d. "paradisi fiscali" non sono entità meravigliosamente virtuose ma nemmeno sono quei luoghi dove tutto è brutto e cattivo. Nell'opera sono pertanto evidenziate le ragioni tanto degli "accusatori" quanto dei "difensori" dei c.d. "paradisi fiscali", fermo restando che il loro utilizzo per esclusive finalità di riciclaggio è condannato a priori.