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Libri editi da Studium con argomento Cinematografia Americana
L'età degli eroi. Filosofia e mitologia «dell'umano» nei western diretti da Clint Eastwood Sant'elia Edoardo - Studium, 2021 - Universale
L'età degli eroi: ovvero la loro epoca, l'Ottocento americano nelle terre di frontiera, il Far-west; ma anche l'età vera e propria dei protagonisti di questa epopea. Il volume analizza i quattro film che nell'arco di vent'anni, dal '73 al '92, Clint Eastwood ha dedicato al genere (Lo straniero senza nome, Il texano dagli occhi di ghiaccio, Il cavaliere pallido, Gli spietati), film riletti alla luce della filosofia spagnola e latino-americana del Novecento, da Unamuno e Ortega fino a Savater e Cabrera, una linea frastagliata di sguardi puntati sulle zone d'ombra della Verità e della Morale. Il cinema, dunque, come pensiero in movimento - e il Western come serbatoio epico - in questa seconda tappa del percorso di una nuova disciplina, Filosofia delle narrazioni contemporanee, che si propone di configurare, attraverso il duplice filtro delle idee e delle storie, una possibile/credibile mitologia 'dell'umano'.
Immagini della desocializzazione. Il cinema americano dall'etica del classicismo all'etica postmoderna (1960-2000) Siniscalchi Claudio - Studium, 2013 - Cultura
"Immagini della desocializzazione" completa il panorama storico del cinema americano nel Novecento analizzato dall'autore nel volume "La Hollywood classica". Se il cinema hollywoodiano conquistò il mondo affidandosi ad un'etica umanista e cristiana, nel corso del tempo questa caratteristica originaria si è persa. La tesi presentata in "Immagini della desocializzazione" è che a partire dagli anni Sessanta del secolo passato potenti spinte nichiliste e antiumaniste hanno attraversato il cinema americano. Hollywood, superato il "canone classico", è tornata a dominare l'universo della celluloide. Addirittura surclassando il cinema europeo non solo nella produzione commerciale, ma anche in quella d'autore. Abbiamo così opere non troppo distanti rispetto ai kolossal del passato (i blockbuster dal 1980 ad oggi lo dimostrano chiaramente) e opere radicali, formalmente eccellenti, espressione però di un'etica postmoderna che in maniera crescente sta trasformando la cultura americana. È il sintomo di un inarrestabile declino morale, così come è successo al cinema europeo dopo il 1968? Saranno gli anni futuri a rispondere a questa domanda.
La Hollywood classica. L'impero costruito sull'etica americana (1915-1945) Siniscalchi Claudio - Studium, 2009 - Cultura
Per lo studioso francese Pierre Sorlin, «L'America ha creato uno stile che, oggi, può essere definito "classico". Lo stile "classico" non è di facile definizione, ma basandosi sull'esperienza personale è possibile dedurre quali siano le caratteristiche di un film classico: immagini chiare, una colonna sonora che accompagna lo spettatore nel racconto senza diminuire il suo piacere, un dialogo comprensibile, buoni attori e, soprattutto, una storia ben definita, con una situazione che, rivelata dall'inizio, si sviluppa in modo logico e si conclude senza ambiguità». Il cinema classico hollywoodiano, tra gli anni Venti e gli anni Sessanta, ha conquistato il mondo. Attraverso commedie e opere drammatiche, film di genere western, noir, gangster, horror, musical, è riuscito ad imporre un modello di riferimento prettamente americano, pur se valido per l'intero Occidente. Gli spettatori, di qua come di là dall'oceano, sono stati rapiti dai tanti film prodotti ad Hollywood, e soprattutto sono stati sedotti dai divi che ne sono stati protagonisti. Le innumerevoli interpretazioni riguardanti la storia del cinema classico americano non di rado sorvolano su un aspetto determinante: l'etica presente nelle singole opere. Il film hollywoodiano avrebbe trionfato per la forza della produzione e del mercato statunitensi; per la bravura di registi (molti di loro provenienti dall'Europa), attori, scrittori, sceneggiatori, musicisti e costumisti; per l'astuzia, la determinazione e il senso degli affari dei produttori; per la potenza e l'innovazione dell'apparato tecnologico e industriale. Tutto vero. Ma se Hollywood è diventata un "impero", lo deve anche all'etica americana. Per lo storico Ernesto Galli della Loggia il cinema hollywoodiano è stato capace di parlare «all'uomo comune non ponendosi da nessun punto di vista particolare, settoriale, ma solo dal punto di vista dei valori universalmente umani. E non a caso tale punto si è rivelato come il più adatto ad incontrarsi con il mercato. Anche nella tensione-attenzione al mercato del suo cinema si è espressa, infatti, la vocazione modernamente democratica di una cultura come quella statunitense, non toccata dalle mitologie classiste e programmaticamente eticopedagogiche, proprie della tradizione culturale europea. [...] Non solo, ma nei film statunitensi si manifesta in pieno una ulteriore caratteristica della cultura di quel Paese che, tradotta in immagini, è destinata ad assicurare loro un carattere eminentemente popolare, e dunque un enorme successo. Il fatto cioè che si tratta dell'unica cultura nazionale moderna che, pur essendo tale, non ha perso un rapporto reale con la dimensione religiosa, con l'aspirazione etica del monoteismo giudaico-cristiano e che, tra l'altro, proprio per questo è riuscita a restare immune dal fascismo e dal comunismo. Proprio per questo è stata l'unica cultura che ha saputo e sa produrre sceneggiature e pellicole capaci di esprimere, senza vergognarsi, una limpida fiducia nei valori della legalità, dell'onestà individuale, della fraternità senza barriere ideologiche, della democrazia».