Gelsorosso Libri
Libri editi da Gelsorosso Studi culturali (Cultural studies)
La spiritualità dei nostri avi nelle orazioni popolari dialettali Dacchille Carmela - Gelsorosso, 2022
Una volta pregare era come respirare. Sin dalla nascita la vita del paese era conformata a quella dei monaci. La giornata era regolata dal suono delle campane, le stagioni erano scandite da preghiere connesse al calendario liturgico al quale erano legate le previsioni del tempo, del raccolto e gli stessi lavori agricoli. Le donne, nei pomeriggi estivi, ritrovandosi nei claustri per cucire e ricamare, alleviavano il loro lavoro con la recita del rosario. Anche per loro il motto era "ora et labora". Proprio perché il sentimento religioso era come il respiro, di religiosità e conoscenza biblica erano impregnati anche molti proverbi e modi di dire riguardanti la vita, la morte, la sorte, gli angeli, i diavoli, le virtù e i vizi. Raccogliendole negli anni dalla viva voce degli anziani, Carmela Dacchille ha recuperato le "orazioni" (razzièun? in dialetto), il tipo di preghiera orale, privata e formulata del cosiddetto esercizio del cristiano raccomandato già da Ippolito di Roma (intorno al 215). Per secoli questa pratica si è tramandata di padre in figlio attraverso l'oralità come decisivo strumento di trasmissione e di diffusione in comunità caratterizzate da un forte legame sociale. Sicché, per quanto private, in tale condivisione, esse si caricano di un valore comunitario, com'è di tutte le espressioni culturali e religiose tipiche delle società tradizionali. Tramandandosi di generazione in generazione, inevitabilmente esse si sono cristallizzate in formule codificate, andando a costituire un ideale breviario del buon cristiano, un repertorio di testi ritualmente ripetuti dal popolo orante. Di questo prezioso patrimonio immateriale della società contadina Dino Tarantino ne analizza i testi e la mentalità che li sottende, considerandoli - sulla scorta di Marc Bloch - «testimonianze involontarie» di un vissuto letto «spazzolando la storia contropelo» (Walter Benjamin).
Il romanzo del pane. Alimentazione, costumi e società nella costruzione sociale del pane di Altamura Caggiano Nicola - Gelsorosso, 2019
Intraprendere un discorso sul grano e sul pane, quale principale esito della sua manipolazione da parte dell'uomo, rappresenta un'opportunità per compiere un'esplorazione di interesse antropologico. Compiendo questo viaggio al centro del sistema alimentare dei popoli, in particolare mediterranei, si percepisce fin da subito che, ciò che a molti potrebbe apparire un mero prodotto della terra, concentra in sé una fitta rete di profonde relazioni. Il chicco di grano gettato nella terra si trasforma, attraverso una serie di tappe intermedie, naturali e artificiali, in un prodotto commestibile: il pane. E tale evoluzione si ripercuote emblematicamente nelle categorie su cui è basata la nostra cultura. In un'epoca segnata dall'incessante mutare delle mode, alimentari e non, come dal progressivo sgretolarsi dei tradizionali punti di riferimento, non è facile pensare ancora al grano e al pane come fondamenti di identità culturale, oltre che come cardini del regime dietetico.
Sulle ali dell'Angelo del Gargano all'Europa Otranto G. (Cur.) Aulisa I. (Cur.) Moro A. (Cur.) - Gelsorosso, 2009 - Fuori Collana
Storia del culto di San Michele Arcangelo in Europa.