Ombre Corte Libri
Libri editi da Ombre Corte Tunisia
Dopo la rivoluzione. Paesaggi giovanili e sguardi di genere nella Tunisia contemporanea Queirolo Palmas Luca Stagi Luisa - Ombre Corte, 2017 - Etnografie
Un viaggio etnografico attraverso la Tunisia in cui si dà voce ai segmenti di quella gioventù definita sublime e ammirabile nel 2011 e oggi stigmatizzata dall'ordine costituito come una nuova classe pericolosa di cui diffidare. Il racconto di un potere restaurato, di un corpo sociale in cui crescono disagio, frustrazione, disillusione e indifferenza nei confronti del nuovo sistema politico; in cui al tempo stesso le rivolte endemiche che infiammano il paese testimoniano il carattere fragile e provvisorio degli equilibri raggiunti. In chiave metaforica e teatrale, esplorazione e narrazione seguono le storie dei personaggi come in una rappresentazione: l'entrata in scena, la memoria della rivoluzione, il desiderio di fuga e di altrove, il viaggio nelle zone d'ombra del paese e infine il rovesciamento della loro interrogazione sugli autori che li interrogano e l'approdo all'auto-etnografia, il commiato dalla situazione.
Il bacino maledetto. Disuguaglianza, marginalità e potere nella Tunisia postrivoluzionaria Pontiggia Stefano - Ombre Corte, 2017 - Etnografie
Questo libro analizza una delle questioni chiave del processo che ha portato all'allontanamento del dittatore Ben Ali e che è sempre presente nel dibattito pubblico: l'idea secondo cui alcune parti del Paese si siano rivoltate perché marginalizzate, escluse dalla ricchezza e dallo sviluppo. Tra il 2014 e il 2015 l'autore ha vissuto alle porte del deserto allo scopo di rispondere ad alcune domande: che cosa significa essere marginalizzati in Tunisia? Come si riproduce giorno per giorno? Quale peso ha avuto nella storia recente, non solo del Paese, ma di un'intera regione? Ciò che ne emerge è un ritratto approfondito del modo in cui la presenza dello Stato, le relazioni di potere a livello locale, la struttura sociale e la gestione del territorio concorrono a riprodurre e consolidare disuguaglianze, disoccupazione, e una desolante assenza di prospettive. La marginalità, in conclusione, non è un processo di esclusione sociale ma il risultato dell'integrazione di territori e persone in una gerarchia sociale, politica, economica e culturale che privilegia alcuni a discapito di altri.