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Libri editi da Solferino Problemi personali
Vietato calpestare i sogni. La straordinaria storia di PizzAut e dei suoi ragazzi Acampora Nico Soglio Elisabetta - Solferino, 2024 - Tracce
Nel 2011 la vita di Nico Acampora è come quella di tanti altri padri di una famiglia con entrambi i genitori che lavorano: sempre di corsa, col tempo dettato dal ritmo degli impegni professionali, lui educatore iperattivo nell'ambito del sociale in Brianza, lei, Stefania, infermiera instancabile in un grande ospedale lombardo. Ma un giorno, improvvisamente, il tempo si ferma. La diagnosi: Leo, due anni, il secondogenito, è autistico. Nico sa bene cosa li aspetta, lo ha visto con i suoi occhi troppe volte... Seguono giorni, anni terribili, e notti insonni. Ed è proprio una notte di queste che Nico fa un sogno a occhi aperti, nel quale rivede una scena della sera prima, quando lui, Stefania, Leo e sua sorella Giulia ridevano insieme facendo la pizza a casa, sul tavolo della cucina. Rivede Leo felice e impiastricciato mettere le mani nella farina e poi stendere il pomodoro su un impasto da preparare per amici di famiglia. E il tempo riprende a scorrere. Nasce così il progetto PizzAut, l'idea della prima pizzeria gestita interamente da persone autistiche, dalla preparazione al servizio ai tavoli. Da allora, molte cose sono successe: Maria De Filippi e l'invito a Tú sí que vales; il lockdown che sembra bloccare l'imminente apertura della pizzeria, con Nico che non si scoraggia e, grazie a un camion, inventa il food truck più inclusivo che esista, e consegna la pizza Aut ai medici in prima linea negli ospedali Covid. Poi il momento in cui finalmente si apre la pizzeria a Cassina de' Pecchi, appena fuori Milano, e poi l'incontro con Papa Francesco con indosso il grembiule di PizzAut in Vaticano, la visita di Mattarella per l'inaugurazione del secondo locale di Monza, la citazione inaspettata nel discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, ma soprattutto le storie e le gioie di tanti ragazzi e ragazze e delle loro famiglie, finalmente tornate a sognare. Questo libro straordinario le racconta tutte, con lo stesso febbrile entusiasmo del suo autore, che con il suo esempio sembra urlare al mondo che è ancora vietato calpestare i sogni, e lo sarà sempre, finché ci saranno persone come lui e i suoi ragazzi. Prefazione di Elio.
La bellezza è l'imperfezione. Le nuove frontiere per una pelle naturalmente meravigliosa Di Pietro Antonino - Solferino, 2022 - Connessioni
Quante volte ci siamo guardati allo specchio e ci siamo sentiti impotenti di fronte all'avanzare del tempo, desiderando un piccolo aiuto? È del tutto naturale e non c'è nulla di male; anzi, voler rimanere giovani non è sempre un vezzo ma un «bisogno», un «istinto» di sopravvivenza. Sentirsi in forma, guardare il nostro volto riflesso e accettarsi dà una carica positiva a tutto l'organismo e migliora la vita. È ormai universalmente riconosciuto che fare un po' di attività fisica ogni giorno aiuta ossa, muscoli e cuore a restare giovani. E tutti conoscono l'importanza di leggere e fare progetti, anche a ottant'anni, per mantenere giovane il cervello. Per cui è altrettanto doveroso, non superfluo, adoperarsi per preservare la giovinezza della pelle che è un organo vitale del nostro corpo. L'importante è farlo nel modo giusto, senza cadere vittime di falsi miti e illusioni. È questo il messaggio di Antonino Di Pietro, che ha fatto della lotta all'invecchiamento cutaneo una missione, cercando le terapie migliori - e mai invasive - per aiutare la pelle a rigenerarsi, mantenersi fresca, turgida, elastica e idratata. In una parola: naturale. Botulino e filler definitivi vanno dimenticati, dice il professore, perché labbra gonfie come wurstel, zigomi simili a palline da ping pong, cordoni e noduli al posto delle rughe, sguardi statici e sorrisi artefatti rappresentano l'orrore di una bellezza di plastica, senza vita. La vera bellezza è l'imperfezione che rende unici ed emoziona. Quella che differenzia ogni donna e ogni uomo, con le pieghe d'espressione che rivelano gli stati d'animo. Le soluzioni esistono - le trovate in queste pagine -, serve solo scovare quella che più rispetta l'«intelligenza» della pelle e le esigenze di ogni singola persona.
Era mia figlia Vella Irene - Solferino, 2025 - Saggi
«Poteva essere mia figlia»: ci è capitato di pensarlo, davanti all'ennesimo femminicidio, all'ennesima tetra pagina di cronaca. Ma spesso dimentichiamo in fretta che quelle erano persone, non notizie. Avevano sogni, interessi, affetti. Avevano compagni di scuola e camerette con i poster alle pareti, figli da crescere e ambizioni da perseguire. E nella loro storia c'è anche il «dopo» di cui nessuno dà mai conto, il dolore oltre il dolore, perché i volti degli assassini rimangono a lungo nelle cronache, mentre quelli delle vittime vengono dimenticati, e le loro famiglie lasciate sole. Questo libro restituisce la voce a chi se n'è andata. Fa parlare ogni donna non solo della sua morte, ma della sua vita e si fa tramite del dolore di chi resta. Così in queste pagine ascoltiamo i racconti di Sofia e di Carmela, di Giulia e di Faten, di Marisa e di Tiziana e tante altre, più recenti o più lontane nel tempo. Leggiamo i resoconti, seguiamo i processi, sentiamo i testimoni. Un coro che di storia in storia, nella diversità delle protagoniste e degli eventi, suona la nota di un obiettivo comune, da perseguire con ostinazione: «mai più». Irene Vella, con il suo progetto «Era mia figlia», ha commosso le famiglie delle vittime, ha raggiunto un vasto pubblico, ha cercato e cerca di fare la differenza. Queste pagine vogliono essere una restituzione, una denuncia e uno strumento: per imparare a capire i segnali, a individuare il pericolo, a mettersi in salvo e a prestare aiuto. Perché non è amore se è controllo, possesso. Non è amore se è violenza. E questa consapevolezza, insieme alla giustizia e alla memoria, è l'arma più importante nella battaglia a cui siamo tutti chiamati per cambiare innanzitutto le menti e i cuori.