Castelvecchi Libri
Libri editi da Castelvecchi pubblicati nella collana Irruzioni con argomento Arte ARTI
Nero video. La mortalità dell'immagine Viola Bill - Castelvecchi, 2016 - Irruzioni
Bill Viola è uno dei massimi esponenti della videoarte. Le sue creazioni impiegano le tecnologie multimediali più innovative per esplorare i fenomeni della percezione sensoriale; la fissità ieratica delle antiche icone e i procedimenti della cinematografia moderna si fondono in un dispositivo complesso per la conoscenza di sé, nel quale confluiscono suggestioni visuali e sonore. Pubblicato per la prima volta nel 1990, come contributo a una silloge di scritti sulla videoarte, "Nero video. La mortalità dell'immagine" è un testo emblematico della poetica di Viola, in cui si intrecciano tecnica, misticismo e filosofia, ricerca estetica e ricerca interiore, in un percorso evocativo dove l'immagine nel suo continuo trasformarsi diventa mezzo di un mutamento profondo dell'essere.
La dignità dell'opera d'arte Heller Agnes - Castelvecchi, 2017 - Irruzioni
Autonomia e dignità sono due categorie centrali della moderna filosofia morale, ma solo la prima ha trovato applicazione nel campo dell'arte. Proprio dalla dignità parte invece Ágnes Heller per trovare una risposta nuova all'antico problema di cosa rende tale un'opera d'arte. Rifiutando l'abusata retorica della crisi dell'Arte, Heller affronta senza remore le possibili risposte, giungendo a una definizione di opera d'arte che affascina e stupisce. Di fronte alle semplificazioni che impediscono di comprendere l'arte contemporanea, si staglia l'idea dell'opera d'arte come persona dotata di una propria dignità individuale, singolarità ineliminabile che parla di sé e rivela il proprio spirito a chiunque abbia imparato ad ascoltare.
Meta-arte Piper Adrian - Castelvecchi, 2017 - Irruzioni
Il lavoro artistico di Adrian Piper obbliga gli spettatori a prendere coscienza della loro complicità con un ordine sociale iniquo, razzista e sessista. A monte di questo lavoro c'è un metodo basato sull'analisi autoriflessiva, che travalica il piano dell'estetica pura per risalire alle ragioni dell'artista in quanto essere sociale. Questo sguardo politicamente consapevole è "meta-arte". Considerate le condizioni materiali di esistenza dell'arte, fatalmente legate ai giochi speculativi di mercato e critica, Piper sollecita l'artista a interrogarsi sui limiti e i presupposti del proprio agire, per controbattere i meccanismi di controllo del sistema. «Ho coniato il temine "meta-arte" nel 1972, per descrivere il tipo di scrittura che l'artista dovrebbe compiere sul proprio lavoro, analizzandone i processi e chiarendo in un'ottica soggettiva il contesto sociopolitico e le premesse concettuali». Uscito nel 1973 come articolo su «Artforum», "Meta-arte" è la dichiarazione d'intenti di un'artista che non si riconosce come eccezione bensì come paradigma della società.