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Libri editi da Deriveapprodi pubblicati nella collana Deriveapprodi con argomento Al

Fuoco amico. Il food-design e l'avventura del cibo tra sapori e saperi libro
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LIBRO   9788865480007

Fuoco amico. Il food-design e l'avventura del cibo tra sapori e saperi Simonetti G. (Cur.)   -  Deriveapprodi, 2010  -  Deriveapprodi

Obiettivo del design applicato all'alimentazione è, da un lato, l'analisi delle forme e delle cerimonie con le quali delle sostanze nutritive sono scelte, elaborate e consumate nell'ambito di pratiche sociali condivise - dal banchetto allo street food, dalla cena di gala al finger food; dall'altro è la ricerca di una sintesi efficace che elabori il gusto, scavi nella coerenza che esiste tra gli alimenti e i loro caratteri e promuova nuove poetiche come è stata l'avventura della eat-art, o inedite forme espressive, come il design Q, il design del cibo pensato alla stregua di una materia estetica. Ma oggi questo obiettivo deve confrontarsi con i mutamenti alimentari in corso legati alle nuove strategie delle culture cerealicole, al diffondersi della produzione di biocarburanti, agli scenari ambientali e climatici che lacerano in modo drammatico la questione del cibo come fonte di piacere e di convivialità. Mentre l'Occidente spinge all'estremo la ricerca sulle forme del cibo, buona parte del resto del mondo si nutre di riso e insetti. Ovunque nel mondo, infatti, il cibo riflette le differenze sociali, mentre nuovi modelli di consumo condizionano i comportamenti acquisiti. Sul palcoscenico delle relazioni sociali si è venuto così a definire un carattere pervasivo del cibo, ormai svincolato della sua semplice missione nutritiva. Questo libro è la storia del cibo che diventa forma e oggi pura estetica, se non nuova frontiera dell'arte.

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Le figure del godimento. Cultura materiale e arti cucinarie. Ediz. illustrata libro
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LIBRO   9788889969434

Le figure del godimento. Cultura materiale e arti cucinarie. Ediz. illustrata Simonetti Gianni-Emilio   -  Deriveapprodi, 2008  -  Deriveapprodi

La tavola è stata il nostro primo altare, oggi è una biblioteca che non sappiamo più leggere. Un tempo la fame guidava gli uomini alla ricerca di se stessi, poi venne l'apparente abbondanza mercantile e gli atti alimentari sono degenerati in rappresentazioni che la modernità ha risolto in un puro desiderio senza oggetto. Dai buoi delle pitture rupestri di Lascaux ai macinati di c.a.n.i. (composti alimentari non identificabili), con i quali nell'indifferenza generale si confeziona la stragrande quantità di alimenti del XXI secolo, non sono passati che un pugno di secoli. Eppure, mai come oggi il cibo è pura forma, non più soddisfazione di un bisogno e neppure appagamento di un desiderio. Una forma che ha perduto ogni legame con quella rete di significati sovrapposti al cibo che ha fatto la storia della nostra "cultura alimentare". "Se da una parte c'è la grande massa dei consumatori di c.a.n.i., dall'altra c'è un'élite di gourmet - intesa proprio nei termini con la quale la descrive José Ortega y Gasset - per la quale il valore di un alimento non è riconosciuto, se non quando questo è perduto e seppellito dentro un coacervo d'informazioni catastrofiche. A questo punto la sua protezione segue le modalità ottocentesche della conservazione e della restaurazione museale delle opere d'arte".

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