Lupetti Libri
Libri editi da Lupetti pubblicati nella collana Linguaggi Virali con argomento S
Brand new world. Il consumo delle marche come forma di rappresentazione del mondo Barile Nello - Lupetti, 2009 - Linguaggi Virali
Se Huxley potesse osservare il nostro presente da vicino dovrebbe ritrattare i temi centrali della sua riflessione. Dal "Brave New World" siamo difatti passati a un "Brand New World" in cui il sistema delle marche deve confrontarsi con nuovi modi di fare esperienza del mondo. La letteratura sulle marche e sulla pubblicità ha per lungo tempo enfatizzato il valore della comunicazione come processo che nasce dall'azienda e che, attraverso una pianificazione efficace, è in grado di arrivare al pubblico per modificarne i punti di vista e/o i comportamenti di consumo. Tale visione è sopravvissuta fino a quando le dinamiche del mercato, dell'innovazione tecnologica e della cultura del consumo hanno innescato un processo irreversibile d'apertura delle aziende alle pratiche "autentiche" che contraddistinguono il mondo della vita quotidiana. Nel momento in cui le strategie del branding esondano dai perimetri chiusi delle aziende per irrorare e modificare la natura stessa delle relazioni sociali, il valore della marca si trasforma in qualcosa d'altro. Oggi è possibile parlare di un branding diffuso che va al di là delle vecchie concezioni del marketing kotleriano e che giunge a confrontarsi con la dinamica dei network sociali, con le forme "autonome" di produzione culturale con le strategie di autopresentazione che regolano il cosiddetto mercato delle identità.
Geografie dell'abitare Fiorani Eleonora - Lupetti, 2012 - Linguaggi Virali
Abitare è esistere, perché dell'esistenza ha il sapore e il respiro, i sogni, che lo mettono in moto e fanno tutt'uno con l'istanza antropologica, che costruisce luoghi dove raccontare la vita e fa degli stessi una narrazione, in cui mettere in scena lo stare e l'agire, i desideri e i ricordi. Questa valenza antropologica è ciò che emerge in primo piano nei processi che stanno ridefinendo la postmetropoli nelle diverse accezioni delle megalopoli prossime venture, delle nuove città ecologiche e futuribili, delle aerometropoli, delle città patologiche o imperfette, città non finite, caratterizzate dall'habitat abusivo e dalla presenza di attività informali, delle città "ristrette", dell'"acrescita" e della ricerca della "giusta dimensione". La territorialità, in quanto campo relazionale, può allora valere come chiave interpretativa in grado di far apparire i meccanismi messi in atto dagli attori sociali e di individuare le logiche spaziali che si sono stratificate e che interagiscono sul tessuto urbano e gli intrecci tra spazi fisici e spazi transnazionali e virtuali. Così, mentre la città è sempre più un mosaico di luoghi separati e di mondi autoreferenziali, nei nodi di reti socialmente condivisi, gli spazi si aprono al coesistere e all'intrecciarsi delle geografie materiali, costruite dalle pratiche quotidiane, con le geografie immateriali che attribuiscono significati simbolici al mondo reale, che rimandano a una geografia fatta di esperienze individuali e rappresentazioni collettive.
Bauman, Giddens e Maffesoli tra moderno e postmoderno Campanelli Vito - Lupetti, 2011 - Linguaggi Virali
Bauman, Giddens, Maffesoli hanno tutti e tre davanti a loro lo scenario della modernità in crisi; essa, per forza di cose, è destinata ad aprirsi a un'età nuova che, ove si eccettui Maffesoli, né Bauman né Giddens prospettano come postmodernità. Con un gioco di metafore, Bauman raffigura il declino della modernità come un liquefarsi, sicché la modernità da "solida" si fa appunto "liquida" rivelandosi tale per l'incapacità di adottare scelte strutturate, articolate, durature. Giddens ritiene che la modernità palesi il suo venir meno nel costante ripiegamento riflessivo su se stessa. Maffesoli, sulle orme di Nietzsche, recupera con decisione "l'ombra di Dioniso", che - senza esclusioni - rende correlativa alla visione apollinea. Non a caso, la ragione maffesoliana, non più assoluta, accetta di vincolarsi al sensibile. Non più dunque l'elogio della raison tout court ma quello della raison sensible. Il declinare la modernità in crisi da parte di queste grandi figure della sociologia contemporanea avviene con lenti che, per così dire, non perdono mai di vista il concreto, come nei campi di indagine scelti in questo saggio: dal farsi della cultura al tramonto della tradizione, dallo scomporsi dell'identità alla sessualità liberata dai vincoli della modernità. Dal confronto delle diverse prospettive e sensibilità culturali emerge una mappa di alcuni tra i principali nodi al centro dell'attuale dibattito nelle scienze sociali.