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Contrada dei gatti Cagna Achille Giovanni - Faseuno, 2026 - Oltremare
Un uomo, costretto dalla fatalità («Una disgraziata distorsione del piede sinistro messo in fallo») passa il tempo sul balcone, a guardare la vita in strada e a meditare sulla bellezza della natura e le piccolezze dei contrasti umani (messi in scena dai gatti randagi del quartiere). Più una raccolta di prose che un romanzo unitario nel senso moderno del termine, Contrada dei gatti è una "finestra sul cortile" della vita quotidiana nella piccola città di provincia di inizio Novecento, una serie di quadri resi con il linguaggio vivace, ricco di immagini, neologismi e sfumature dialettali, caratteristico di Cagna. Achille Giovanni Cagna (Vercelli, 1847 - 1931) fu uno degli scrittori più originali della tarda Scapigliatura piemontese. Attento osservatore della realtà provinciale, sviluppò una narrativa caratterizzata da vivacità linguistica, umorismo e gusto per la sperimentazione espressiva. Pubblicò soprattutto opere di narrativa ma anche opere teatrali e due volumi di versi. Gianfranco Contini, inserendo due brani di Cagna nella sua fortunata antologia Racconti della Scapigliatura piemontese (Bompiani, 1953), lo definì «un uomo totalmente al di sotto di ogni letteratura» per indicare il carattere anomalo della sua esperienza di scrittore autodidatta, fuori dai grandi ambienti culturali nazionali e privo di una formazione letteraria sistematica, in grado di sviluppare una voce originale e indipendente.