Meltemi Libri
Libri editi da Meltemi pubblicati nella collana Democrazie E Conflitti ECONOMIA, FINANZA, IMPRENDITORIA E MANAGEMENT
Classe e partito. Ridare corpo al fantasma del collettivo Visalli Alessandro - Meltemi, 2023 - Democrazie E Conflitti
Partendo dalle feconde intuizioni di Walter Benjamin e da una critica del capitalismo come forma religiosa, idolatria del mercato e sentiero storico, Alessandro Visalli compie un esercizio di riattivazione e rilettura delle tracce storiche, nelle quali potrebbe essere ancorata una coscienza sociale diversa. Nel volume, il "mondo" è letto attraverso la triplice chiave della sua riproduzione, dell'opportunità e necessità di ripensarlo e della "filosofia della prassi" per agirvi. I soggetti dei quali "suscitare e organizzare la volontà collettiva" non sono già dati, ma non sono neppure prodotti (unicamente) dai discorsi politici. Piuttosto, essi si addensano entro e attorno a faglie attive, quelle delle contraddizioni e dei conflitti potenziali: è necessario quindi un progetto tra dipendenza, riproduzione e distribuzione. Secondo Visalli, la condizione di possibilità per una diversa coscienza sociale è nella revoca del "compromesso keynesiano" e quindi nell'incipiente "revoca della revoca". In altre parole, occorre superare la sconfitta storica subita dal movimento dei lavoratori senza ricadere in vecchie forme dogmatiche, sapendo che è l'essere sociale che determina la coscienza. Infine, l'autore invita a costruire la classe nella lotta, praticando il duplice lavoro di acquisizione di autoconsapevolezza e immersione nelle contraddizioni aperte e cercando costantemente quella "fantasia concreta" che possa rimettere in gioco la partita.
La fabbrica. Memoria e narrazioni nella Taranto (post)industriale Vignola Marta - Meltemi, 2017 - Democrazie E Conflitti
La retorica sviluppista si è conclusa, il mito della società industriale si è consumato. Ma cosa resta? La situazione attuale non è un "dopo l'industrializzazione", ma un convivere con i suoi resti e le sue eredità. La storia di Taranto ci parla di capitalismo e modernizzazione, memoria sociale e identità collettiva, diritti umani e ambiente. Una città che ha "subito" lo sviluppo dalla fine dell'Ottocento con l'insediamento dell'Arsenale e della marina militare, e poi agli inizi degli anni sessanta con la costruzione del polo siderurgico Italsider, oggi Ilva. In entrambi i casi si è trattato di una forma di colonialismo industriale ed eterodiretto dallo Stato con il beneplacito dei gruppi economici e delle élite politiche locali. Taranto rappresenta il naufragio di un modello di sviluppo novecentesco che ha sacrificato non soltanto paesaggi ma vite umane - "morti di progresso" - per il sogno mai compiuto di una crescita economica, culturale e sociale. Presentazione di Paolo Jedlowski.