Quodlibet Libri
Libri editi da Quodlibet pubblicati nella collana Materiali It Studi culturali (Cultural studies)
Assaliti dalle mille luci del cielo. La cultura della percezione Sartori Andrea - Quodlibet, 2024 - Materiali It
Nel delineare una critica della cultura contemporanea euro-americana, il volume propone un'analisi che si avvale di fonti filosofiche (Berkeley, Hegel, Marx, Adorno), letterarie (Musil, Canetti, DeLillo), sociologiche (health sociology), nonché dei testi della più recente Media Theory. La tesi è che una tale cultura, basata sulla mera e "puntillistica" percezione di immagini, più che di fatti, non sia supportata dal pensiero riflessivo, ma si presti ad una "colonizzazione" passiva della mente e dell'immaginario collettivo. Tutto ciò accade a beneficio del profittevole sfruttamento dei dati personali gratuitamente forniti dagli utenti della rete, che vengono così messi "al lavoro" anche durante il tempo libero, e persino quando si occupano della loro salute (si pensi al fenomeno del self-tracking). Questo meccanismo, d'altra parte, non viene affatto intaccato dai rabbiosi identitarismi politici che monopolizzano i social media, particolarismi che anzi risultano "coerenti" con il suo funzionamento, e con l'abbassamento generalizzato della funzione critica, dovuto all'atomizzazione del discorso.
Come mi chiamo? Ali, James, Hall, e Marley: intellettuali vernacolari Farred Grant - Quodlibet, 2025 - Materiali It
Chi può essere considerato un intellettuale, e secondo quali criteri? Nel mondo accademico e nell'opinione pubblica questa figura viene ancora definita secondo parametri elitari e restrittivi. Ampliando e riformulando la definizione gramsciana dell'intellettuale organico, Come mi chiamo? introduce la categoria dell'intellettuale vernacolare. Quattro figure della diaspora africana - il pugile americano Muhammad Ali, il critico marxista trinidadiano C. L. R. James, il teorico culturale britannico Stuart Hall e il musicista giamaicano Bob Marley - permettono a Farred di interpretare lo sport, la musica, l'attivismo e la teoria culturale come strumenti di una resistenza generata ai margini degli spazi istituzionali. Con originalità e rigore analitico, Farred sovverte i paradigmi dell'autorità intellettuale e ci offre una visione ampia e inclusiva dell'intellettuale politicamente impegnato. In Come mi chiamo? il pensiero critico trova piena legittimità anche nei luoghi informali della quotidianità: il ring, le conferenze stampa e i concerti sono riletti come spazi di resistenza politica e produzione culturale capaci di trascendere i confini imposti dalle gerarchie del sapere egemonico.