Rizzoli Libri
Libri editi da Rizzoli pubblicati nella collana Piccoli Saggi Struttura e processi politici
Prossime uscite della collana Piccoli Saggi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788869738739 La razzia
La fine dello Stato Hobsbawm Eric J. - Rizzoli, 2007 - Piccoli Saggi
Lo Stato ha esaurito la sua funzione storica? Uno Stato che, come sta accadendo a quelli occidentali, ha rinunciato alla leva obbligatoria e ha privatizzato progressivamente settori come la scuola, la sanità, la previdenza, su quali elementi può ancora reggersi? E non è proprio la crisi dello Stato, un tempo detentore del monopolio della violenza, a scatenare l'esplosione del terrorismo? Sono le domande cruciali che si pone Hobsbawm in questo testo breve e incisivo. In un'epoca in cui le democrazie sono in crisi di rappresentatività in Occidente e stentano ad affermarsi altrove, sembra esserci spazio solo per quel "nazionalismo accelerato", fondato su vere o presunte basi etniche o religiose, che costituisce con il suo braccio armato, il terrorismo, una delle più gravi minacce che incombono sul nostro futuro. Con la profondità di pensiero e l'appassionata verve polemica che ne fanno uno dei più autorevoli storici del nostro tempo, Hobsbawm ci fornisce alcune chiavi di lettura per comprendere il mondo in cui viviamo.
La fattoria degli italiani. I rischi della seduzione populista Ignazi Piero - Rizzoli, 2009 - Piccoli Saggi
Quando si chiede agli italiani cosa pensano della politica, ormai la reazione più moderata è il disgusto, più spesso l'anatema. E non sono solo i cittadini a fuggire dalla politica: anche svariati politici la disertano. Non contenti di dar vita a un confronto pubblico di ineguagliata rozzezza e astiosità, dimostrano anche un sovrano disprezzo, per non parlare della crassa ignoranza, per le regole base della democrazia parlamentare. Ecco allora dilagare il populismo alla vaccinara di chi pretende di fare e disfare senza rendere conto a chicchessia, minando le istituzioni alla base del bilanciamento dei poteri; ecco il potere giudiziario definito "illegittimo" e il parlamento inondato di decreti. Una deformazione grottesca del sistema democratico che culmina nella figura di Silvio Berlusconi, con il suo esplosivo connubio di inadeguata formazione politica e totale assenza di una cultura del limite. Il popolo identificato con il leader, un capo che si crede investito di una missione divina, veste più volentieri i panni del benefattore che quelli del buon amministratore e usa il suo immenso potere nel più disinvolto dei modi. Queste sono le caratteristiche attuali della democrazia italiana; ormai alla deriva. La domanda è: i cittadini sono ancora in grado di ribellarsi a chi li vuole "popolo bue", acriticamente "intruppati" dietro al leader-padrone? La "buona politica" e la normalità non sono mai sembrate tanto lontane.
L'Italia sul filo del rasoio. La democrazia nel paese di Berlusconi Lazar Marc - Rizzoli, 2009 - Piccoli Saggi
Quando Silvio Berlusconi è sceso in campo nel 1994, dopo il colpo di spugna di Mani Pulite, ha promesso che avrebbe rivoluzionato la politica italiana. E in parte ci è riuscito: a lui si deve la spinta verso il presidenzialismo, l'enfasi retorica e populista dei toni, l'esasperata personalizzazione, persino il ritorno del doppio petto. Ma, si chiede Marc Lazar, siamo sicuri che questi cambiamenti non siano ritocchi superficiali a un sistema politico che dal dopoguerra a oggi è rimasto immutato nella sostanza? Il tanto celebrato bipartitismo all'americana, per esempio, ripropone in chiave contemporanea la contrapposizione tra comunisti e anticomunisti che ci accompagna dal 1948. I valori della propaganda rimangono quelli: famiglia, Stato e religione da un lato, eguaglianza sociale, pensioni e tutela dall'altro. Lo sa bene l'elettorato che, pur nelle ultime oscillazioni, manifesta un'inveterata allergia alla sinistra e si spinge a votarla solo quando abbraccia le posizioni del centro. Con sguardo acuto e distaccato, Marc Lazar analizza la recente evoluzione politica italiana, tra le manie di protagonismo della destra e la mancanza di identità della sinistra, e ci spiega perché l'affluenza alle urne continua a diminuire e gli italiani sono diventati il popolo più pessimista d'Europa.