Sonda Libri

Libri editi da Sonda pubblicati nella collana Guide Xenofobe Italiane Studi culturali (Cultural studies)

LIBRO   9788871064642

Liguri. Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù Paglieri Claudio   -  Sonda, 2006  -  Guide Xenofobe Italiane

Il turista che arriva in Liguria dopo essersi lasciato alle spalle la nebbia, il freddo, lo stress di città affollate si aspetta di incontrare un posto solare, che sguazza felice nel mare. Niente di più sbagliato: i liguri sono un popolo di montagna, chiuso, assai poco ospitale, e conquistarsi la loro fiducia e la loro amicizia è difficile quanto aggiudicarsi un lettino in prima fila a Ferragosto. Non sprecano nulla, meno che mai i sorrisi, e hanno molto a cuore il riciclo, specialmente dei regali ricevuti a Natale, che tengono stipati in soffitta insieme a quintali di inutili rapati. Orgogliosi e gelosi della bellezza delle loro spiagge, ma ancor più dei gioielli nascosti nell'entroterra, sono sempre un po' irritati all'idea di doverli dividere con turisti milanesi e tedeschi. I soldi che incassano (spesso in nero) non bastano a ripagarli di inquinamento, code, confusione, soprattutto perché, come ripetono a ogni estate i negozianti delle riviere, "quest'anno c'è poco movimento", e se c'è, "i turisti non spendono più come una volta". Questa guida vi insegnerà a conoscere il ligure per come è veramente, e a volergli bene lo stesso.

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LIBRO   9788871064703

Torinesi. Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù Humbert Riccardo   -  Sonda, 2006  -  Guide Xenofobe Italiane

Come è cambiata Torino dopo le Olimpiadi? E i torinesi? Riccardo Humbert sostiene che siano cambiati, e molto: l'evento sportivo sembra aver provocato una trasformazione antropologica che li ha portati a una nuova riscossa. Per molti anni i torinesi sono stati considerati degli individui ombrosi, schivi, propensi a una dannosa introspezione. E anche la città, spesso definita "magica", ha finito negli anni con l'essere considerata più che affascinante, un po' d'antan, famosa per il suo glorioso passato, non certo per il suo fulgido presente. Fino a poco tempo fa, almeno il 50 per cento degli italiani considerava Torino una metropoli grigia e brutta e rispetto alla rivale Milano, ormai avviata a un lento e inesorabile declino. Ma a partire dal gennaio 2006, ossia da quando i torinesi si sono convinti che le Olimpiadi Invernali si sarebbero disputate proprio nella loro città, qualcosa è cambiato: un'indagine sui consumi condotta dalla Camera di Commercio evidenzia che la "città da bere" si è spostata sotto la Mole. A Torino ci si diverte di più, mentre a Milano si va avanti a sogliole, insalate e antidepressivi.

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LIBRO   9788871064659

Valdostani. Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù Calì Vincenzo  Cappa Giulio   -  Sonda, 2006  -  Guide Xenofobe Italiane

Di solito il termine "valdostano" designa colui che in casa parla il patois, detto anche dialetto francoprovenzale, lingua arpitana, o valdostano tout court. Però da alcuni decenni vivono e lavorano sul territorio della regione anche moltissimi calabresi e quasi altrettanti veneti, oltre a piemontesi, sardi e siciliani, per non parlare dei tanti stranieri arrivati negli ultimi anni. Siccome i matrimoni misti sono stati numerosi sin dall'inizio delle immigrazioni (dagli anni Venti in poi), ormai quasi ogni famiglia è composta cosi: lui di padre calabrese e madre veneta, lei di padre piemontese e madre valdostana; oppure lui di padre valdostano e madre calabrese, lei di padre veneto e madre piemontese. Esistono altre combinazioni, ma le uniche fortunate sono quelle che prevedono il padre valdostano, perché trasmettono alla discendenza l'ambito cognome con la zeta, vero e proprio biglietto da visita della valdostanità. Del resto, quando pensa alla sua terra, al valdostano vengono gli occhi lucidi, il volto assume un'espressione intensa, la voce si incrina in una nota di pianto. È "le mal du pays" e il valdostano, molto restio a varcare i confini della sua piccola terra, riesce ad avere nostalgia della Valle d'Aosta anche quando sta ancora lì.

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