Libri sulla tradizione
Saggi e testi su tradizione, storia delle idee e cultura
Che cos'è la tradizione. Un'idea decisiva nell'ampio mareggiare della storia umana Zolla Elémire Marchianò G. (Cur.) - Marsilio, 2023 - Biblioteca
«È noto che un testo ha un piano letterale che è la carne e il mondo sensibile, ma anche una vita animatrice di quella lettera che, da sola, sarebbe morta. Oltre la lettera c'è l'allegoria, che riguarda vicende interiori. E oltre l'allegoria l'anagogia che solleva al puro spirito, al divino». Che cos'è la tradizione, opera tra le più problematiche di Elémire Zolla, come riconobbe lui stesso commentandola nel 1998, si offre oggi a modello perfetto di una lettura a tre piani. Mentre l'attualità del piano letterale, a oltre mezzo secolo dal periodo turbinoso in cui il testo venne composto (1971) è palesemente illanguidita, l'allegoria rispecchia il dramma esistenziale dell'uomo moderno - l'Ognuno descritto nella fiaba all'epilogo - che, immerso nella contingenza alienante del tempo storico, brama di sottrarvisi (Parte prima), senza osare però di varcare la soglia che, una volta dischiusa, «mostri il cielo cancellando il debito contratto nascendo» (Parte seconda). Per "cielo" Zolla intese il piano anagogico dell'Essere concepito come il principio fondante d'ogni contingenza trasmesso dalla Tradizione. Essa è: «L'unica garanzia di una continua dissoluzione di quanto nell'uomo è ipocrisia e nella società ideologia, perché, posta fuori del gioco delle forze mondane, non ammette limiti al suo esercizio [...], di ogni cosa mostra la precarietà ma vi ravvisa nel contempo un grado di essere: dissolve esaltando ed esalta dissolvendo». Pensieri che d'acchito suonano ardui, temerari, esoterici ma il libro senza reticenze ne scioglie i nodi via via, andando alla radice della seduzione satanica, della coazione magica al potere mostrando con lucidità disillusa che «la ruota gira sul medesimo mozzo nei secoli».
Che cos'è la tradizione Zolla Elémire - Adelphi, 1998 - Piccola Biblioteca Adelphi
"Tradizione" è la conoscenza primordiale a cui dobbiamo in qualche modo ricongiungerci se vogliamo avere nozione di ciò che è. Questo è il punto di partenza del volume, che Zolla pubblicò nel 1971 quasi come gesto provocatorio verso un mondo che andava in opposta direzione. Oggi i temi del libro sono più vivi che mai, e la radicale polemica legata al momento storico ha assunto valore retrospettivo.
Contro le radici. Tradizione, identità, memoria Bettini Maurizio - Il Mulino, 2011 - Voci
Si può appartenere a una tradizione senza esserne prigionieri? E si può immaginare la propria identità senza ricorrere alla metafora delle radici? La risposta è sì, basta riflettere su che cosa significa, propriamente, ciascuna di queste parole: per rendersi conto che l'identità, oggetto indefinibile, proprio per questo ha un disperato bisogno di metafore per essere maneggiato; che la tradizione non è qualcosa che si eredita per via genetica - o che la memoria trasmette meccanicamente da una generazione all'altra - ma la si costruisce e la si insegna passo dopo passo, che le radici, infine, sono un'immagine ingannevole ed escludente.