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Libri di Titolo Come con argomento Ebraismo
Come i rabbini fanno i bambini. Sessualità, trasmissione, identità nell'ebraismo Horvilleur Delphine - Giuntina, 2017 - Schulim Vogelmann
In un'epoca di crisi, cosa significa appartenere e trasmettere? Contrariamente a ciò che affermano i fondamentalismi, la trasmissione di un retaggio non deve essere una replica dell'identico. Oggi come ieri, per far emergere l'inedito essa dipende da una parziale infedeltà. Coniugando filiazione e rottura, la tradizione ebraica si rinnova nutrita dal suo incontro con gli altri. Ciò implica l'apertura allo straniero, così come l'apertura al femminile. Questo libro è dunque prima di tutto un'esortazione a fertilizzare i testi sacri con letture inedite. Con questa visione aperta della religione, Delphine Horvilleur rivisita alcuni episodi della Genesi, in particolare quelli di Adamo ed Eva, Caino e Abele: la storia biblica dei primi genitori e dei primi figli dell'umanità. Tre sono poi i temi affrontati: come si forma, secondo l'ebraismo, un genitore, una identità e un desiderio, ossia la possibilità di generare il futuro. Con chiarezza e humour, citando la Torà e II Talmud, ma anche Romain Gary e Amos Oz, la Horvilleur conclude il suo libro con una analogia tra il testo sacro e il femminile, dotati entrambi della capacità di crescere e moltiplicare.
Come e perché ho deciso di essere ebreo Durand Olivier - Novalogos, 2019 - Contemporanea
Essere ebreo quando non si è né credenti né "sionisti" è in primo luogo una militanza, un lavoro di memoria. Prendendo le mosse dalla propria vicenda personale, l'autore ripercorre la lunga storia dell'antisemitismo e del razzismo, mettendo in luce quanto la rinuncia alla riflessione sul proprio passato rappresenti il pericolo maggiore per l'umanità.
Come ho smesso di essere ebreo Sand Shlomo - Rizzoli, 2013 - Saggi Stranieri
In gioventù, Shlomo Sand aveva fatto proprio l'impegno di Ilya Ehrenburg: avrebbe continuato a professarsi ebreo finché al mondo fosse rimasto anche un solo antisemita. Ma, forse proprio a causa dell'antisemitismo, l'identità ebraica ha subito una deformazione, è diventata una sorta di essenza eterna (perfino genetica, secondo gli scienziati sionisti) fino a trasformarsi nell'alibi per una politica aggressiva e autoritaria: così Israele è una democrazia che discrimina i suoi cittadini in base alla religione, visto che i non ebrei non godono degli stessi diritti degli ebrei, i matrimoni misti sono mal tollerati e la società è "una tra le più razziste del mondo occidentale". Come può allora "chi non è religioso ma umanista, democratico e dotato di un minimo di onestà, continuare a definirsi ebreo?" La risposta è un attacco al cuore di Israele, ma anche un incontro doloroso dell'autore con la propria storia, una riflessione profonda e culturalmente articolata sul senso di un'identità tormentata e sempre in bilico. Mettere in discussione i concetti chiave e le fondamenta del nostro sistema di pensiero è molto più difficile che orientarsi in base a pregiudizi e a frasi fatte, spiega Sand, ma è solo attraverso la voragine di dubbi e perplessità che si apre sotto i nostri piedi quando facciamo i conti con le logiche sotterranee del nostro passato che il futuro inizia a compiersi: "Sono figlio di ebrei sopravvissuti all'inferno europeo degli anni quaranta senza mai smettere di sognare una vita migliore".