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Libri di Titolo G con argomento Cultura Underground
Guida steampunk all'apocalisse Killjoy Margaret P. Reginazabo (Cur.) - Agenzia X, 2008 -
Come il cyberpunk un quarto di secolo fa, sta sbocciando oggi lo steampunk, un movimento culturale, una tendenza estetica, uno stile di vita che affonda le sue radici nella moderna fantascienza di William Gibson e Bruce Sterling attingendo anche dai mondi immaginati da Verne e da H.G. Wells. Come il cyberpunk, anche io steampunk deve alle sue suggestive atmosfere e alla sua estetica singolare la capacità di filtrare in altri media, di mescolarsi ad altre correnti affermandosi nell'immaginario popolare nei modi più disparati. In un mondo alle soglie della catastrofe ecologica, dove la lotta per le risorse ricrea in tutto il pianeta condizioni simili ai bassifondi della Londra di fine Ottocento, molti iniziano a considerare l'idea della decrescita, del ritorno a condizioni protoindustriali, come l'unica vera soluzione per una società più equa. Lo steampunk aggiunge un tocco di estetica vittoriana al principio hacker del "metterci le mani dentro". Ne nascono macchine e soluzioni spettacolari che tra incantevoli spire di ferro battuto, crinoline e cappelli a cilindro celano robot, ingranaggi e complessi computer, riportando il lettore a un'era in cui le macchine si potevano ancora inventare, costruire e sviluppare con le proprie mani. In questo contesto, Steampunk - guida all'apocalisse è un manuale do-it-yourself per la sopravvivenza ai vari scenari apocalittici possibili.
Gli squatter. La vera storia degli occupanti di case di Londra Bailey Ron Guarneri E. G. (Cur.) - Shake, 2017 - Underground
Inghilterra, fine anni Sessanta. All'ombra del boom economico e delle vetrine psichedeliche di Carnaby Street, una intera classe sociale viveva la terribile esperienza di essere homeless, senza casa. I ricchi avevano improvvisamente investito nell'edilizia, demolendo i quartieri storici e scacciando dalle abitazioni migliaia di famiglie operaie, pensionati, giovani coppie e immigrati giamaicani di prima generazione. Queste persone, dopo incredibili e dickensiane traversie, vennero letteralmente deportate in centri di accoglienza, simili più a prigioni che a dimore, e furono private addirittura dei loro figli. Ma un gruppo di giovani londinesi, che avevano come riferimento un giovane regista di nome Ken Loach, volle ribellarsi a tale situazione, creando dal nulla la London Squatters' Campaign, cioè un'azione di massa mirante all'occupazione delle case sfitte, collocandovi all'interno gruppi di bisognosi e ottenendo contratti di affitto sostenibili. Tale pratica si diffuse a macchia d'olio. Gli homeless si trasformarono così in squatters e quei giovani sognatori in veri e propri Robin Hood. Questo libro, scritto in quel periodo da Ron Bailey, coordinatore della London Squatters' Campaign, è la vera, irresistibile e divertente cronaca di quegli eventi, intensi a tal punto da creare le basi di un movimento ancora oggi vivo e attivo in tutto il mondo.