Il Problema Della Giustizia Libri
Libri di Titolo Il Problema Della Giustizia con argomento Diritto Filosofia
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Il problema della giustizia Ferrari Marco - Mimesis, 2017 - Filosofie
Nella storia umana il problema della giustizia occupa un posto centrale, tanto nella dimensione dell'agire quanto in quella del sapere. Il problema della giustizia presenta infatti almeno tre aspetti irriducibili: da un lato vi è la questione delle modalità di costituzione delle società umane e dei rapporti tra individui, comunità e istituzioni; dall'altro vi è l'esigenza di una approfondita riflessione metafisica, giuridica e teologica sulla natura della giustizia e del bene. Tale riflessione, a partire da Socrate, Platone e Aristotele e dall'influsso delle religioni monoteiste, non ha più lasciato il terreno della ricerca e del dibattito filosofico. Vi è poi un terzo aspetto: il tema della giustizia si lega anche, in qualche misura, alla questione della conoscenza del senso delle cose e delle vicende umane, cioè al vissuto in prima persona, che si manifesta spesso attraverso il senso di giustizia e di ingiustizia avvertito e riconosciuto in prima persona. Il presente volume ha lo scopo di rimettere al centro dell'interesse di docenti e studenti il tema della giustizia, ripercorrendone alcuni snodi fondamentali negli elementi teoretici e nella riflessione filosofica occidentale.
Il problema della giustizia e dello Stato nell'antichità classica Solari Gioele Votrico A. (Cur.) - Giappichelli, 2013 - Recta Ratio. Testi E Studi Fil. Dir. Vi
Il principio della recta ratio ha attraversato la storia del pensiero umano, suscitando reazioni contrastanti. Da criterio di verità delle azioni umane per Aristotele a criterio puramente soggettivo e inesistente in rerum natura per Hobbes. In ogni caso, la problematica che esso solleva non può essere elusa o sottovalutata, poiché chiama in causa due dimensioni fondamentali della esperienza umana che costituiscono il nucleo essenziale di riflessione di ogni filosofia pratica. Innanzi tutto si tratta di sapere quale criterio di misura debba avere l'azione dell'uomo: come si possa distinguere una scelta o una decisione razionale dal mero arbitrio. Se si vuole salvare la comunicazione intersoggettiva e con essa la convivenza sociale, è necessario che vi sia una qualche misura comune della condotta umana, una misura che valga per ogni uomo. La recta ratio non è solo criterio di azione, ma è anche disposizione interiore: è il criterio in rapporto al quale ogni uomo costruisce (o distrugge) la sua identità. Nella tradizione classica, essa, come tale, veniva infatti collegata alla virtù. Anche chi non ama riconoscersi in tale tradizione non può non ammettere che la ragion pratica esige comunque un'attenzione anche per i singoli soggetti e per le situazioni particolari che essi sperimentano. Quali sono le virtù che devono caratterizzare nel mondo di oggi non solo l'operare del giudice e del giurista, ma anche quello del cittadino?