Libri su Trieste
Saggi storici, romanzi e guide su Trieste
Storia dell'alpinismo triestino. Uomini, imprese, idee Valdevit Giampaolo - Mursia, 2018 - Storia, Biografie E Diari
«Questa è una delle sensazioni maggiori dell'arrampicarsi: guardare giù, misurare il cammino percorso, sfidare la vertigine e sentirsi più forte di tutte quelle rocce, di tutto quel vuoto, di tutta quella morte.» L'alpinismo è sempre stato di casa a Trieste, città di mare che guarda alla montagna, patria di molti scalatori capaci di compiere imprese di rilevanza nazionale: Napoleone Cozzi fra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, Emilio Comici negli anni Trenta ed Enzo Cozzolino fra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. In questo libro si raccontano le storie, le conquiste e le tragedie dei più grandi alpinisti triestini e la loro filosofia dell'alpinismo: una concezione a tutto tondo, a volte venata di un'aura borghese ed elitaria, che guarda con distacco il dilagare di una pratica sportiva di massa che punta al record e al clamore più che a un rapporto profondo con sé stessi e con la montagna.
Senza far rumore. Viaggio in Porto vecchio. Ediz. illustrata Neva Gasparo - Lint Editoriale, 2013 -
Un viaggio lungo oltre trent'anni. Una fotografa e il Porto Vecchio di Trieste: un racconto per immagini, nel cuore della città di ieri e di domani. "Porto Vecchio. Un gigantesco baule dei ricordi, di marcate e irrinunciabili tracce del passato. Ma tra quei vuoti, tra quei muri sbrecciati e le matasse di ferri arrugginiti c'è, a ben guardare, soprattutto il futuro. Perché, come tutte le città un po' magiche (per quanto avviate al declino), Trieste ha la caratteristica di attingere vitalità da ciò che è stato. Qui il passato non passa mai del tutto perciò, bene o male, con la sua presenza indica il futuro. Mai niente è definitivo, dice Trieste, e il porto le fa eco. Nei suoi scritti, nelle sue immagini, Neva Gasparo è riuscita con rara sensibilità a cogliere l'amabile contraddizione di un silenzio che sussurra di continuo. Svelando così il rifugio dei colorati, vitalissimi spettri che abitano il Porto Vecchio." (dalla Presentazione di Pietro Spirito)
Sul mare brillavano vasti silenzi. Immagini di Trieste nella letteratura serba Mitrovic M. (Cur.) - Vita Activa Nuova, 2024 - La Rosa Dei Venti
Tra i viaggiatori che dall'Ottocento in poi venivano dalla Serbia a Trieste e gli scrittori novecenteschi si è formato un legame. Studiando l'immagine della città di Trieste nella letteratura serba pare che si possa individuare una certa corrispondenza tra le prime descrizioni presenti nelle note dei viaggiatori e le immagini romanzesche. Nella letteratura serba il "tema Trieste" si trova al centro di alcune prose di spicco: da Milos Crnjanski e Ivo Andric, due classici del modernismo dopo la Prima Guerra Mondiale, passando per Bora ?osic, Radomir Konstantinovic, fino ai più giovani: Radoslav Petkovic, Mira Otasevic, Dragan Velikic, Aleksandar Gatalica, Goran Milasinovic. Trieste ha richiamato il maggior numero di viaggiatori serbi soprattutto dal 1860 al 1890, quello di maggior fulgore. La costruzione del castello Miramare coincise con gli anni di sviluppo della città: nel 1857 venne costruita la ferrovia fino a Vienna; con l'apertura del canale di Suez (1869) Trieste diventa la "porta orientale" di tutto il continente.