Libri sugli incunaboli

Cataloghi e studi sugli incunaboli e la stampa antica

I libri sugli incunaboli raccolgono cataloghi e studi dedicati ai primi libri stampati in Europa con caratteri mobili, realizzati fino all'anno 1500 e detti anche quattrocentine. Il catalogo comprende opere che ne descrivono le caratteristiche materiali, dall'assenza del frontespizio nei primi esemplari all'uso di abbreviazioni, capilettera miniati e colophon, insieme a studi sulla storia della stampa antica. Trovi cataloghi degli incunaboli conservati nelle biblioteche italiane, volumi sul formato e sulle tecniche tipografiche e opere che raccontano il passaggio dal libro manoscritto a quello a stampa. Alcuni testi ricostruiscono la nascita della tipografia e i suoi primi capolavori. Materiali indicati per bibliofili, studenti di storia del libro, bibliotecari e cultori dell'antiquariato librario.
Gli incunaboli della Biblioteca dell'istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario di Roma libro
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LIBRO   9788883477713

Gli incunaboli della Biblioteca dell'istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario di Roma Rivali Luca   -  Sillabe, 2014

Gli incunaboli della Biblioteca dell'istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario di Roma - Sillabe

€ 11.00 € 10.45
LIBRO   9788883477133

Gli incunaboli della Biblioteca dell'Istituto Centrale per il Restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario di Roma. Catalogo. Ediz. illustrata Rivali Luca   -  Sillabe, 2014

"La pubblicazione del catalogo degli esemplari del XV secolo che appartengono alla Biblioteca dell'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del patrimonio archivistico e librario rappresenta un'operazione culturale di indubbia valenza. Archivi e biblioteche sono istituti culturali la cui vocazione in età moderna si è definita in rapporto alla conservazione del patrimonio culturale per un pubblico sempre più allargato di appassionati e specialisti. Tale vocazione ha imposto una trasformazione radicale delle loro funzioni, sempre più orientate alla valorizzazione e alla pubblica fruizione dei documenti librari e archivistici. La fruizione del nostro patrimonio culturale risulta tuttavia essere per lo più concentrata su alcuni poli di attrazione; a fianco di un patrimonio conosciuto e fruito se ne cela poi un altro di cui si ignora la composizione e la quantità: si tratta di quello stipato nei magazzini degli archivi e nei depositi delle biblioteche in tanti istituti con una ricca tradizione di studio e di ricerca. La didattica e la formazione sono da sempre strettamente legate alla ricerca e quando la scuola viene svolta all'interno di un corso di laurea che si propone di avere contenuti immediatamente professionalizzanti, come nel caso della Scuola di Alta Formazione per Restauratori, occorre avvalersi di modalità non solo tradizionali, come la lezione frontale ma anche di un'esperienza diretta sul campo..." (Dalla premessa di Maria Cristina Misiti)

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