Storie Libri
Libri di Titolo Storie editi da Passigli
Chi cerca i libri di Edith Wharton desidera immergersi nella raffinatezza dell'alta società americana tra il XIX e il XX secolo, analizzata attraverso una prosa ironica e tagliente. Seguire i libri in ordine cronologico di Edith Wharton permette di apprezzare l'evoluzione della sua critica sociale e la profonda introspezione psicologica dei suoi personaggi, offrendo al lettore una panoramica completa sulla trasformazione delle convenzioni borghesi e dei dilemmi morali nell'età del jazz e oltre.
Biografia dell'autore
Edith Wharton nasce a New York nel 1862. Cresciuta in una famiglia aristocratica, riceve un'educazione privata che alimenta la sua precoce passione per la letteratura. La sua carriera si sviluppa tra Stati Uniti ed Europa, dove risiede per lunghi periodi stringendo legami con intellettuali del tempo. La sua profonda conoscenza delle dinamiche dell'alta società newyorkese influenza ogni sua pagina. È stata la prima donna a ricevere il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1921 grazie al suo lavoro più celebre. Muore in Francia nel 1937, lasciando un'impronta indelebile nella letteratura americana moderna.
Stile di scrittura
I libri di Edith Wharton sono caratterizzati da uno stile elegante, preciso e caratterizzato da un'ironia sottile rivolta ai costumi sociali. L'autrice è celebre per aver creato personaggi iconici come Ellen Olenska e Newland Archer in L'età dell'innocenza, icone di un conflitto eterno tra desiderio individuale e rigide aspettative sociali. La sua capacità di tratteggiare l'infelicità nascosta dietro facciate rispettabili, come accade in Ethan Frome o La casa della gioia, ha lasciato il segno nei lettori per la straordinaria modernità con cui descrive le trappole sociali che ancora oggi risuonano come moniti universali.
Prossime uscite di Edith Wharton
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791223271575 L'età dell'innocenza
Storie di New York Wharton Edith - Passigli, 2016 - Passigli Narrativa
Il rapporto tra Edith Warton e la sua città natale, New York, è un rapporto molto controverso. Edith Wharton lasciò New York per la sua adorata Parigi nel 1907. In quegli anni la società di Manhattan era molto arretrata rispetto alle capitali europee: carrozze splendenti, balli di debuttanti, splendidi appartamenti sulla Fifth Avenue, ma una società nella quale imperava soltanto il dio denaro: ragazze della società più blasonata ma in difficoltà economiche corteggiavano giovani industriali, vedove rispettabili si fanno amanti di parvenus... una società, insomma, nella quale la cultura puritana si mescolava drammaticamente alla cultura del denaro. Ciò che affascina la Wharton sono proprio i punti deboli del sistema di valori della vecchia società di New York, una città nella quale, tuttavia, grazie anche ai viaggi in Europa, si fa spazio una nuova élite che con il tempo modificherà la cultura della città. Edith Wharton ha parlato di New York come di una prigione, ma in questi racconti si avverte sotto traccia anche il suo grande amore per la sua città natale.