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Libri di Titolo Gi
Giulio Turci: al sole. Ediz. a colori Bazzocchi M. A. (Cur.) - Edizioni Pendragon, 2017 - Arte
Il volume è il catalogo della mostra di Bellaria Igea Marina ( Casa Rossa, 10 giugno - 9 settembre 2017). La mostra presenta i dipinti e i disegni del pittore santarcangiolese Giulio Turci (1917-1978).
Giorgio Bassani: officina bolognese (1934-1943) Bazzocchi M. A. (Cur.) Zazzaroni A. (Cur.) - Edizioni Pendragon, 2016 - Varia
A Bologna, negli anni dell'Università, Bassani ha iniziato a creare gli strumenti per la sua officina: ha messo alla prova il suo stile, pensando alla scrittura come artigianato, come esperienza per fissare il quotidiano in un fotogramma immortale. Di fronte, aveva gli esperimenti di Morandi sulla natura morta, la sperimentazione di Giuseppe Raimondi, e soprattutto la lezione del maestro per eccellenza, Roberto Longhi. Con lui c'erano altri giovani destinati a un futuro di scrittori: il poeta Attilio Bertolucci, lo storico dell'arte Francesco Arcangeli, sul versante bolognese, l'amico Lanfranco Caretti su quello ferrarese. Tutti questi studenti, come Bassani dirà di se stesso, a Bologna trovano la loro strada, soprattutto grazie al magistero di Longhi. A Bologna avviene la formazione dello scrittore delle Storie ferraresi, lo scrittore che parlerà di Ferrara ma anche di Bologna nei suoi romanzi maggiori, Gli occhiali d'oro e Il giardino dei Finzi-Contini.
Giacomo Leopardi. Paralipomeni della batracomiomachia Bazzocchi M. A. (Cur.) Bonavita R. (Cur.) - Carocci, 2002 - Piccola Biblioteca Letteraria
I Paralipomeni della Batracomiomachia sono l'ultima opera di Leopardi. Tra il 1833 e il 1837 il poeta è a Napoli e compone un poemetto in ottave che riprende la Batracomiomachia attribuita a Omero, sua vecchia passione di filologo e traduttore. Le vicende eroicomiche della lotta tra i topi e le rane vengono reinventate da un autore che, fingendo di raccontare un mondo antichissimo e primitivo, allude ai fatti più recenti della cultura, della storia e della politica europea. Dietro le figure dei topi si riconoscono i comportamenti e i tic dei patrioti italiani, mentre i granchi sopraffattori ricordano i difensori della Restaurazione. Questo bizzarro racconto è soprattutto una satira, diretta contro la cultura filosofica spiritualista, il gusto romantico alla moda, le ipocrisie dei reazionari e le speranze dei liberali italiani. Ma la presenza del riso è costantemente affiancata da un elemento meraviglioso e surreale che sembra precorrere Calvino e Manganelli.Questo nuovo commento attraversa le implicazioni filosofiche, letterarie, politiche e stilistiche del poemetto per restituire ai lettori il fascino di un Leopardi poco noto e spesso frainteso.