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Libri di Titolo S
Soli, bastardi e sentimentali Zagari Paolo - Mds Editore, 2019 - Sfridi
Nomi, cognomi, vite firmate in prima persona. Una costellazione di episodi dispersi nel tempo e nello spazio, apparentemente staccati uno dall'altro e narrati 'in soggettiva'. Queste percezioni di esistenza individuali, tuttavia, non sono altro che tessere perfettamente combacianti che compongono il puzzle della vita contemporanea. Ogni capitolo prende il nome del suo protagonista per raccontare quello che sta facendo in quel preciso momento. Soli come gatti, bastardi come uomini, sentimentali come cani, i protagonisti raccontano le loro storie in presa diretta, senza alcuna mediazione, frammenti di vita colta in flagrante, dispersi, eppure tra loro concatenati, che parlano di amore, lavoro, tradimenti, figli, sesso, ambizione, carriera, televisione, caffè, cibo, vino e morte. I personaggi agiscono seguendo una propria logica, una propria morale o semplicemente il proprio interesse. Un mondo senza filtri ironico, palpitante e terribile.
Smog Zagari Paolo - Fazi, 2009 - Le Vele
"Di cosa parliamo quando parliamo d'amore? Non lo sapremo mai, però Paolo Zagari sa raccontare bene questo "mistero"- metafisico o sublimemente sciocco che sia - racchiuso nella superficie. E lo racconta in modo un po' spavaldo, con una struttura compositiva nuova, adattata non alla cronologia ma ai frammenti di un discorso amoroso. Innumerevoli nel testo gli autori e i personaggi di riferimento, da Amleto a Woody Allen. Ovunque impera la Classe Media semi-colta e semi-corrotta, protagonista di "un paese che era a pezzi", divisa in corporazioni ferree, verbosissima e"blobbiana", che usa alla perfezione le citazioni, per apparire migliore o per difendersi dal trauma dell'esperienza. Una tagliente sociologia d'occasione si incontra con una lingua che costeggia ironicamente il "rosa" e la tecnologia. Ma non vi compare il nome di quello che è probabilmente il segreto nume ispiratore di queste pagine: Truffaut. Il tono svagato e drammatico, una modalità del racconto lieve, aerea, puntigliosa, a tratti maniacale, dentro cui si nasconde la banale tragedia. A volte la narrazione sembra evanescente come le conversazioni che contiene, ma poi è trattenuta giù, sul fondo, da una ricerca disperata di senso. Romanzo giocoso, allegramente sgangherato, mai frivolo. E se davvero l'amore autentico, che è sempre "pirotecnico e strampalato", ci casca addosso senza preavviso e nasce da una "distorsione" della realtà, dubito che avrà mai una conclusione edificante." Filippo La Porta