Paesaggi Libri
Libri di Titolo Paesaggi pubblicati nella collana Eterotopie
Prossime uscite della collana Eterotopie
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791222334264 La democrazia. Principi, problemi, prospettive
- 9791222334226 Romanticismo regressivo. Un inventario tematico
- 9791222334196 Pietro Ingrao, scavando nella polvere
- 9791222334042 Bisogna stare qui. Quintino Di Vona: storia di un professore antifascista
- 9791222333700 Clarice Lispector: feconde contaminazioni
- 9791222333571 Autismo. Uno sguardo a 360 gradi
- 9791222333540 Umberto Terracini. Primo fra pari
- 9791222333397 Un patrimonio di pratiche. Il riuso del costruito storico nell'Italia interna
- 9791222332260 Il popolo martire dei nostri tempi. Scritti e interventi sulla questione palestinese, la rivoluzione anticoloniale, l'imperialismo
- 9791222332024 Pedagogia e letteratura. Percorsi educativi dagli epitafi greci a David Foster Wallace
Paesaggio di guerra Lewin Kurt - Mimesis, 2017 - Eterotopie
Nel 1914 Kurt Lewin, pioniere della psicologia sociale, si arruola come soldato semplice volontario. In quattro anni Lewin è promosso tenente, perde un fratello, viene ferito gravemente ed è decorato con l'Eisernes Kreuz. Alla luce di tale esperienza, questo testo si sofferma da un punto di vista sociologico e psicologico sulla concezione di spazio e paesaggio nei terrori di guerra. All'attenta osservazione di Lewin non sfugge un aspetto fondamentale che si manifesta per la prima volta nel corso della Grande Guerra, e cioè che i processi di industrializzazione hanno modificato sensibilmente l'ordine della realtà spaziale, la percezione del paesaggio, i modi di essere nello spazio durante il conflitto. Un saggio che coglie l'importante nesso tra spazio "fisico" e spazio "psicologico", non soltanto nella guerra-di un tempo, ma anche nei conflitti ipertecnologizzati di oggi. Il testo di Raffaele Scolari che accompagna il saggio di Lewin è volto a porre in evidenza questa continuità, e più precisamente a mostrare come il processo di invisibilizzazione della guerra, che oggi può dirsi compiuto, abbia avuto origine proprio in ciò che cento anni fa l'autore tedesco aveva protocollato con rigore scientifico.
Paesaggi senza spettatori. Territori e luoghi del presente Scolari Raffaele - Mimesis, 2006 - Eterotopie
Il virtuale non è l'avanguardia del reale: i modi di prodursi e riprodursi della realtà spaziale in cui viviamo fisicamente sono più avanti della realtà virtuale. In quella sorta di linking non stop che segna i nostri spostamenti, gli andirivieni e le soste nei territori del presente, non hanno più corso vecchi schemi e stili di percezione come il paesaggio ed i luoghi d'identità.. Esplicito nel titolo il riferimento al "Naufragio con spettatore" del filosofo tedesco Hans Blumenberg, e all'immagine lucreziana dello spettatore che dalla riva contempla un naufragio. La metafora rinvia agli atteggiamenti fondamentali che si assumono nei confronti degli eventi del mondo: la progressiva perdita di posizione dello spettatore rispetto a questi ultimi ha determinato una mutazione delle forme dell'esperienza - ovviamente anche in riferimento alla realtà spaziale, al farsi e disfarsi dei territori, ai modi di essere in essi.
Paesaggi e marginalità. Etica ed estetica del terzo paesaggio Facciolongo Andrea - Mimesis, 2018 - Eterotopie
I recenti studi sui temi del paesaggio concordano sul fatto che esso è un oggetto dalle caratteristiche plurali e deve essere considerato in discipline che tengano conto dei differenti punti di vista. Eppure il concetto di paesaggio, imbrigliato nelle stesure legislative e in talune modalità di progettazione, non esprime ancora le sue piene potenzialità. L'analisi dello spazio residuale (il Terzo paesaggio) e delle prospettive fenomenologiche della percezione ad esso connesse può aprire un inedito spazio di discussione che vede il paesaggio non come un semplice oggetto di indagine, bensì come spazio di inter-relazione per chiunque intenda compiere un'autentica esperienza paesaggistica. Accantonando le forme di determinismo radicale e considerando il paesaggio nella sua pienezza potrebbe essere possibile formulare nuovi scenari di ricerca e di discussione, nuove prassi e nuovi approcci estetici al fine di sviluppare consapevolezze più mature nei confronti dello spazio che abitiamo.