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Libri di Titolo S editi da Rubbettino con argomento Napoli
Scusa papà ma tifo Napoli Quagliariello Gaetano - Rubbettino, 2023 - Patipatisse
Come conciliare l'amore per il Napoli con quello per un padre amatissimo ma juventino? E come mettere d'accordo carriera universitaria e impegni politici col desiderio di seguire ovunque la propria squadra del cuore e soffrire con e per lei? Ce lo racconta in questo libro intimo e divertente Gaetano Quagliariello, già giornalista, senatore, ministro, professore universitario, ma soprattutto tifoso, fondatore e past president del Napoli Club Parlamento. Dalle prime partite viste dagli spalti all'incontro con Maradona, all'affannosa ricerca di un televisore per seguire il Napoli all'estero, il racconto del tifoso si snoda tra gustosi aneddoti e ricordi personali che si intrecciano con la storia di una squadra di calcio che negli anni ha significato molto, per non dire moltissimo, per tutti quanti tifano Napoli.
Scrofole e re. Miracoli politici e piaghe sociali nella Napoli del terzo millennio Tarantino Ciro - Rubbettino, 2011 - Ss19
Le descrizioni di Napoli si ripetono identiche da oltre un secolo. Finita l'epoca del pittoresco, dei ruderi di Pompei all'ombra del Vesuvio, l'immagine ricorrente è quella di una malata cronica, i cui problemi sono sempre piaghe e la camorra un cancro. E così la città patologica aspetta di continuo, con rinnovata fede, il tocco miracoloso di un re taumaturgo o di un santo medico. Anche Pasolini era stato affascinato da questa metropoli del tempo immobile, di cui si parla sempre come della Parigi di Sue e di Hugo o della Londra di Dickens, "lo so questo - diceva -: che i napoletani oggi sono una grande tribù, che anziché vivere nel deserto o nella savana come i Tuareg o i Beja, vive nel ventre di una grande città di mare. Questa tribù ha deciso - in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte - di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quello che chiamiamo la storia, o altrimenti la modernità". Aveva sperato, Pasolini, in una Napoli capitale dell'anti-moderno; per questo vi aveva ambientato "Il Decameron". Aveva scelto Napoli "contro tutta la stronza Italia neocapitalistica e televisiva". E se oggi, invece, questa "sacca storica" fosse un laboratorio del governo neocapitalistico e televisivo? Se l'emergenza del rifiuto fosse la prima esposizione universale della prossima modernità?
Stato sociale e modernità. Vivere a Napoli 1950-1970 Chianese Gloria - Rubbettino, 2025 - Varia
Napoli 1950-1970. Mentre procede la ricostruzione della città e si avvertono i primi effetti del miracolo economico, anche a Napoli si delineano le politiche dello stato sociale. L'edilizia popolare e quella di speculazione ridisegnano i modelli abitativi e la vita urbana. La scuola ridefinisce il progetto formativo. La fabbrica, con le modalità proprie della condizione operaia, proietta anche all'esterno prospettive e valori collettivi. Un ventennio significativo delle politiche di welfare nella principale metropoli del Mezzogiorno, documentato con dati statistici e testimonianze inedite. Al centro il difficile rapporto tra città, stato sociale e modernità.