La Visitatrice Libri
Libri di Titolo La Visitatrice editi da Rizzoli
La visitatrice Brennan Maeve - Rizzoli, 2005 - Bur Scrittori Contemporanei
La ventenne Anastasia, orfana di entrambi i genitori, torna nella Dublino della sua infanzia. La aspetta la nonna, consacrata all'ossessiva memoria del passato, chiusa in un dolore freddo, ancora incapace di perdonare Anastasia che aveva scelto, alla separazione dei genitori, di seguire la mamma a Parigi. In equilibrio tra amore distorto e amore respinto, crudeltà delle situazioni e tersa limpidezza dei dialoghi, si dispiega tra le due donne un duello di sentimenti tanto intensi quanto controllati, che si snoda fino a un epilogo malinconicamente inatteso, una svolta orchestrata con spietata eleganza.
La visitatrice Brennan Maeve - Rizzoli, 2025 - Bur Letteraria
Dopo la morte della madre, con cui ha vissuto a Parigi negli ultimi sei anni, Anastasia King torna a Dublino. Ha ventidue anni, è orfana di entrambi i genitori e spera che la casa della nonna paterna, dove è cresciuta, possa offrirle un nuovo inizio. Ma ad attenderla non c'è conforto: la signora King è una donna rigida, risentita, incapace di perdonare la nipote per aver lasciato il padre negli ultimi anni di vita. Nelle crepe della casa, tra oggetti di famiglia, corridoi spenti e salotti inospitali, si muove un dolore immobile, fatto di silenzi e distanze. Il tempo pare fermo all'istante in cui la separazione è diventata abbandono. Anastasia vorrebbe restare, ma la nonna le ricorda che è solo una visitatrice. Dublino, piovosa e ostile, fa da sfondo a un conflitto generazionale segnato dall'incapacità di comprendersi: da un lato Anastasia, in cerca di un punto fermo; dall'altro la signora King, chiusa nella difesa ostinata del ricordo del figlio. Ritrovato postumo tra le carte dell'autrice, "La visitatrice" è l'unico romanzo di Maeve Brennan, tra le voci più raffinate della narrativa irlandese e americana del Novecento. Con uno stile essenziale e preciso, Brennan compone un racconto serrato sull'ambiguità dei legami familiari, sulla vulnerabilità del ritorno e sulla difficoltà di trovare posto, anche nella propria casa.