Nerone Libri

Libri di Titolo Nerone editi da Castelvecchi

Nerone libro
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LIBRO   9788876155413

Nerone Biscaro Andrea   -  Castelvecchi, 2011  -  Narrativa

Era un giorno di lacrime e sangue quello in cui Nerone, a soli diciassette anni, venne incoronato imperatore. Dietro il potere che il giovane avrebbe accentrato nelle sue mani, si stagliava minacciosa la morte di Claudio, suo predecessore: ucciso da un complotto ordito dall'ambiziosa madre del nuovo padrone di Roma, Agrippina, e alimentato dal rapporto perverso e incestuoso della donna con il figlio, un'aberrazione in grado di travolgere in un vortice di sospetti letali e passioni ambigue qualunque ideale di libertà. Malgrado tutto, Nerone non sembra interessato ad approfittare delle prerogative di cui gode: i suoi interessi parlano di arte e di musica e, sprezzando la vita di corte, frequenta le taverne di Roma insieme al popolo. L'imperatore, in realtà, può tutto. Ma non riesce a far tacere la voce dei suoi desideri. Nel nome della bellissima Poppea, Nerone allontanerà l'amico Otone, Ottavia, sua moglie e, finalmente, l'invadente Agrippina. Eppure, non c'è pace nel destino di Roma. Le visioni della sacerdotessa Saturnia profetizzano l'avvento di una congrega di fanatici, devoti a un unico dio e decisi ad attentare alla vita dello stesso Nerone, considerato figlio terribile del male, l'anticristo di cui parlano le loro scritture. Il sangue, intanto, reclama altro sangue: è questo il fuoco di Roma. Fiamme di fede ed eresia, di potere e di mistero, dominate da una domanda decisiva: è soltanto il volto di un uomo quello che tutti acclamano come imperatore?

€ 16.50 € 15.68
LIBRO   9788876157950

Nerone Kosztolányi Dezsó   -  Castelvecchi, 2014  -  Narrativa

Imperatore controvoglia e poeta senza talento, Nerone lascia dietro di sé una scia di sangue, che termina soltanto con la sua morte solitaria e violenta. Eppure la sua non è la storia di un mostro, ma quella di un giovane che s'interroga attonito sull'esistenza e, inseguendo la propria ambizione, fallisce. Questo Nerone - lontano dallo stereotipo tramandato da contemporanei non troppo neutrali e ripreso da tanti romanzi - è schiavo della sua fragilità emotiva e prigioniero di una corte corrotta. Lo opprimono la sete di potere della madre Agrippina, l'ombra ambivalente di un Seneca saggio e cortigiano e, più di ogni altra cosa, il senso d'inferiorità nei confronti del fratellastro Britannico, che sembra possedere tutte le doti che a lui sono precluse, a cominciare dalla poesia. Tra i grandi romanzieri europei del primo Novecento, Dezsó Kosztolányi evita di ricostruire la Roma antica accumulando nozioni e dettagli: la fa semplicemente vivere, nella perfezione dei dialoghi e dei gesti. Cosparge la crudezza della vicenda di malinconica ironia e racconta il groviglio inestricabile dei sentimenti attraverso una scrittura limpida, che coglie ogni sfumatura della voce interiore dei suoi personaggi. Così, per magia della scrittura, diventa facile identificarsi con un tiranno vissuto duemila anni fa, riconoscere in lui le nostre paure e le nostre domande, e vedere nell'orrore crescente che lo circonda lo specchio mutevole della condizione umana.

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