Cieli perduti. Archeoastronomia: le stelle dei popoli antichi
- 9788802081946
Un libro
di
Guido Cossard
edito da
UTET
, 2010
Cieli perduti. Archeoastronomia: le stelle dei popoli antichi. Noi non guardiamo più il cielo. Le timide luci degli astri sono state
cancellate dalle nostre notti, fagocitate dall'illuminazione artificiale e
impallidite di fronte alla nostra indifferenza. Ma, nel passato, il rapporto
tra l'uomo e il cielo era molto diverso. Nelle scure notti dei nostri antichi
progenitori, spesso passate all'addiaccio, il cielo si popolava di figure
fantastiche: divinità lanciate su velocissimi carri, barche cariche di mitici
eroi che solcavano l'oceano celeste, rozzi utensili della vita quotidiana,
spaventosi animali ostili. Nel neolitico poi l'astronomia divenne fondamentale
per stabilire un primo calendario, funzionale alla grande rivoluzione
economica avvenuta: l'introduzione dell'agricoltura. La ricerca di riferimenti
certi per osservare il punto di levata del Sole, della Luna e di alcuni astri
brillanti comportò l'innalzarsi di grandi pali totemici, seguiti a breve da
imponenti opere megalitiche di natura astronomica. L'autore va alla ricerca
dei cieli perduti, in modo sensazionale ma scientificamente rigoroso nello
stesso tempo, a partire dai principali siti archeologici dalla preistoria
europea, per arrivare alle popolazioni antiche quali Sumeri, Babilonesi,
Egizi, Cinesi, Celti, Indiani d'America, Incas, Atzechi, Maya che ci hanno
lasciato una quantità enorme di incredibili testimonianze a conferma della
nostra tesi.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788802081946
ISBN-10
8802081948
Titolo
Cieli perduti. Archeoastronomia: le stelle dei popoli antichi
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
281
Classificazione
Argomenti
Punti Accumulabili
€ 16.00
I CIELI PERDUTI Il ibro é un elencodi tutti i siti archeologicidove ci sono monumenti che testimoniano il egame antico tra i popoli e il cielo stelato. E’ moltodettagliato nela partededicata ala Vald’Aosta e ai vari siti europei, un pò troppo sommario edeludente per quel che riguarda siti più ontani e molte grandi civiltàdel passato. Comunque nel complesso è piacevole e può essere una ettura introduttiva al’argomento. Peccato ci siano poche immaginidei monumentidescritti! Consiglio vivamente a tuttidi eggere anche il belissimo ibrodi Giulio Magli "Misteri e scopertedel’archeoastronomia", favoloso!