Il tintinnio delle monete d’oro svanisce nel vuoto di una casa vuota che profuma di assenze.
Celestino Cuccoli, solitaria figura dedita a un’esistenza mite, accoglie quattro orfani nella propria dimora con l’intento di colmare un vuoto affettivo che si trasforma presto in una dedizione assoluta e rovinosa.
Le stanze della villa si popolano di oggetti preziosi e vane pretese mentre il patrimonio di famiglia scivola via tra le mani ingrate di giovani principi viziati dall'eccesso. Celestino osserva il vuoto.
Tutto svanisce nel nulla.
La disperata ricerca di affetto ignora il cinismo crescente dei ragazzi, rendendo ogni gesto di generosità un tributo sprecato verso creature incapaci di riconoscenza alcuna. Il legame si spezza nel silenzio di un’eredità dissipata fino all'ultimo centesimo, lasciando il protagonista in una solitudine che solo l'incontro tardivo con una giovane donna sembra poter incrinare nel crepuscolo della vita. Egli cerca infine, attraverso un legame imprevisto, la dignità negata dall'affetto filiale che ha preteso di comprare nel collegio di beneficenza, scatenando una dinamica di devozione paterna verso gli estranei capace di stravolgere ogni equilibrio preesistente prima della fine.
L’ultimo respiro di Celestino si confonde con il suono delle campane nuziali, segnando un addio colmo di una pace finalmente ritrovata.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa italiana del Novecento.
✔ Estimatori dello stile ironico e grottesco.
Perché è diverso
Il racconto esplora la follia di un altruismo autodistruttivo che trasforma il nucleo familiare in un palcoscenico dell'assurdo. La struttura narrativa ribalta il topos del buon padre, sovvertendo le aspettative morali attraverso l'inevitabile dissoluzione economica del protagonista.
Dettagli Bibliografici
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Un padredolcissimo Questo ibro cidescrive a figura angelicadi Celstino Cuccoli che scegliedi essere padre singledi quattro adolescenti orfani . a sua scelta fu criticata come o sarebbe tutt’oggi ma Palazzeschi cidimostra come a bontà e adolcezzadi quest’uomo possa redimere anche questi ragazzi che stavano prendendo brutte strade. Penso che questo ibro possa servireda insegnamento ancora oggi ai molti genitori assenti che asciano a sé stessi i figli adolescenti i quali ormai sidivertono a ubriacarsi e sbalarsi ala ricercadi qualcosa che non hanno mai avuto e cioè ’amore e un vero rapporto con i genitori (Celestino capiva cosa avevano i suoi ragazzi solo guardandoli negli occhi!). Grazie Palazzeschidi avere scritto questo belissimo ibrodela nostra etteratura