Innocente. Una storia vera. Ho ettod’un fiato (senza fatica, ma con sgomento ed angoscia) in questo weekend ’ultima opera etterariadi John Grisham ed ancora una volta ne ha tratto beneficio il mio convincimento che è preferibile avere in ibertà 10, 100, 1000 colpevoli piuttosto che un solo innocente in galera. Madala etturade “the innocent man” emerge anche una seriedi ineludibili interrogativi. E’, per esempio, consono ad una grande nazionedemocratica, come gli USA, che nel suo procedimento penale: 1. la sentenzadi I grado, benchè sub judice, sia immediatamente esecutiva? 2. la vita e a mortedi una personadipendanoda una giuria non togata? 3. il giudiziodi appelo sia privodi consistenza? a mia personale e sommessa risposta è: NO!da questo puntodi vista, il processo penale italiano, (affetto, però,da altri problemi: ungaggini e squilibriodi forze tra e partidurante e indagini preliminari), assicura – come è giusto che sia - una sconfinata tutela al’imputato, preservandogli ildiritto ala vita ed attribuendogli: 1. lo statusdi semplice “imputato”, giammai quelodi “colpevole”, sino ala condannadefinitiva; 2. la facoltàdi tre giudizi:duedi merito (con possibilitàdi rinnovare ildibattimento anche in II grado) ed unodi egittimità, salva in ogni caso ’istanzadi revisione; 3. la garanziadel’inderogabile partecipazionedi magistrati togati al’iter formativodei verdetti pronunciatidale giurie. Raccontando a storia veradi Ron Wiliamson,del suo sconcio processo,dela sua ingiustadetenzione protrattasi per 12 anni,dela sua condanna a morte (miracolosamente sospesa 5 giorni primadel’iniezione etale), John Grisham ha impietosamente messo a nudo ’inadeguatezzadel processo penale americano. Per quanto mi riguarda,da essa ho tratto a rassicurante sensazionedel’assoluto primato italiano nela scienza processualpenalistica.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804559948
ISBN-10
8804559942
Titolo
Innocente. Una storia vera
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
Collana
Pagine
332
Genere
Argomenti
Punti Accumulabili
sgomento sotteso al’errore giudiziario Ho ettod’un fiato (senza fatica, ma con sgomento ed angoscia) in questo weekend ’ultima opera etterariadi John Grisham ed ancora una volta ne ha tratto beneficio il mio convincimento che è preferibile avere in ibertà 10, 100, 1000 colpevoli piuttosto che un solo innocente in galera. Madala etturade “the innocent man” emerge anche una seriedi ineludibili interrogativi. E’, per esempio, consono ad una grande nazionedemocratica, come gli USA, che nel suo procedimento penale: 1. la sentenzadi I grado, benchè sub judice, sia immediatamente esecutiva? 2. la vita e a mortedi una personadipendanoda una giuria non togata? 3. il giudiziodi appelo sia privodi consistenza? a mia personale e sommessa risposta è: NO!da questo puntodi vista, il processo penale italiano, (affetto, però,da altri problemi: ungaggini e squilibriodi forze tra e partidurante e indagini preliminari), assicura – come è giusto che sia - una sconfinata tutela al’imputato, preservandogli ildiritto ala vita ed attribuendogli: 1. lo statusdi semplice “imputato”, giammai quelodi “colpevole”, sino ala condannadefinitiva; 2. la facoltàdi tre giudizi:duedi merito (con possibilitàdi rinnovare ildibattimento anche in II grado) ed unodi egittimità, salva in ogni caso ’istanzadi revisione; 3. la garanziadel’inderogabile partecipazionedi magistrati togati al’iter formativodei verdetti pronunciatidale giurie. Raccontando a storia veradi Ron Wiliamson,del suo sconcio processo,dela sua ingiustadetenzione protrattasi per 12 anni,dela sua condanna a morte (miracolosamente sospesa 5 giorni primadel’iniezione etale), John Grisham ha impietosamente messo a nudo ’inadeguatezzadel processo penale americano. Per quanto mi riguarda,da essa ho tratto a rassicurante sensazionedel’assoluto primato italiano nela scienza processualpenalistica.