Evgenij Onegin - 9788804740766
Un libro
di
Puskin Aleksandr Sergeevic
,
Ghini G. (cur.)
edito da
Mondadori
, 2021
Il gelo di San Pietroburgo avvolge le carrozze in attesa mentre Evgenij Onegin scende i gradini del teatro, stanco di una mondanità che gli restituisce solo il vuoto di maschere impassibili.
Un aristocratico disilluso attraversa la società russa dell'Ottocento, respingendo sistematicamente ogni legame profondo in un percorso che si chiude nel rifiuto della felicità possibile.
Le sale da ballo illuminate testimoniano l'apatia di un uomo che osserva il mondo come una finzione ormai logora.
Tutto resta immobile.
Tatjana scrive parole ardenti che bruciano nella solitudine della tenuta di campagna, cercando un riscontro che il cinismo di Evgenij non può offrire, ignorando la tempesta che tale rifiuto scatenerà nelle loro vite. La narrazione in versi dell'Ottocento si intreccia con il risveglio di una coscienza critica che si distacca dai salotti per approdare a un realismo della Russia zarista, dove il conflitto tra la disillusione del dandy e la purezza della provincia segna il destino di entrambi. I duelli e i mancati incontri disegnano una traiettoria ineluttabile di rimpianti che consumano ogni possibilità di redenzione individuale nelle pagine di un autore che ridefinisce le coordinate del sentire russo attraverso un ritmo serrato e implacabile.
Una lettera lasciata sul tavolo diventerà il peso insostenibile di un rimpianto che non troverà mai più il tempo di trasformarsi in voce.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura classica russa.
✔ Estimatori del romanzo in versi europeo.
Perché è diverso
La narrazione scardina i canoni del periodo attraverso l'uso di una forma in versi che sposa la precisione del realismo con una soggettività inquieta. La struttura multiforme trasforma il contesto storico in uno specchio capace di restituire la frammentazione identitaria dell'epoca.
Dettagli Bibliografici
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