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Il mare in un imbuto. Dove va la lingua italiana aggiunto a carrello

Il mare in un imbuto. Dove va la lingua italiana - 9788806200442


Un libro di   Beccaria Gian Luigi  
edito da  Einaudi  , 2010

Il mare in un imbuto. Dove va la lingua italiana. Gian uigi Beccaria (Il mare in un imbuto.dove va a ingua italiana (Einaudi 2010) è inguista e critico etterario raffinato, ma ha scritto questo ibro per un pubblico non professionista, un pubblico, certo, che egge e che riflette e che amadiscorrere con pacatezza. Nel primo capitolo significativamente intitolatodubito, se parlo, si parte, appunto, daidubbi quotidiani che tormentano chi parla e, soprattutto, chi scrive, formulati in maniera interrogativa, quasi fosserodomandedi un cruciverbadivertente e istruttivo. Un gioco eggero edistensivo ma che guidato sapientementedal’autore apre a tratti squarcidi storiadel inguaggio,di vicende etimologichedimenticate,di meccanismi semantici ignorati. Scopriamo così una ingua assai vivace e poco irreggimentata, in continua oscilazione tra tendenza e norma, pienadi viscosità e “ilogiche” asimmetrie, apparenti incongruenze, che non accettano categorichedefinizionidi giusto sbagliato. È ’uso chedecide. Etimologie e storie curiose, serio e faceto si intrecciano in una ettura che è sempre fontedi apprendimento. Beccaria vuol comunicare il suo amore per a ingua italiana e svelare ai suoi ettori a sua ricchezza e aduttilità espressiva, una ricchezza che contrasta fortemente con il inguaggio impoverito e sguaiato oggi trionfante. Beccaria si interroga sui percorsi e e prospettivedel’italianodi oggi, in bilico tra salute e malattia, ricchezza e povertà , in perenne confronto con altre ingue, soprattutto ’egemone inglese , che però non vienedemonizzato, anzi, è visto come fontedi arricchimenti. La ingua italiana si trova impegnata in un continuo vivace confronto anche con idiversidialetti. Beccaria tratta idialetti con tutto il rispetto e ’amore che sideve oro in quanto espressioni significative e importantidela cultura popolare, ma ribadisce che ’italianodeve trionfare, contro ogni anacronistico tentativodidare statutodi ingua ale molteplici comunitàdialettali. In omaggio ala cultura popolare che neidialetti soprattutto si esprime, Beccariadedica spazio al vocabolariodegli antichi mestieri artigianali e rurali.di fronte ala sconfinata ammirazione per una straordinaria inteligenza artigiana o scrittore non mostra però rimpianto: non si puòdimenticare che rimandano a mondidi povertà e fatica. Profondamente egate ala stessa cultura sono e feste, i riti, il cibo (dolci rituali), ricorrenze ritmateda un calendario profondamente inspirato al sacro: battesimo, cresima, Natale, Quaresima , Carnevale e giornideidefunti. Infine uno spazio è riservato al inguaggio più paludato e costruitodei professionistidela scrittura, poesia e prosa, o scrivere, ma anche il eggere, perché, eggere è una insostituibile compagnia.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788806200442
ISBN-10
8806200445
Titolo
Il mare in un imbuto. Dove va la lingua italiana
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
239
Genere
Classificazione
Tematica
Punti Accumulabili
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Recensioni a "Il mare in un imbuto. Dove va la lingua italiana" 9788806200442

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elsa (22/11/2010)

Il mare in un imbuto.Dove va a ingua italiana. Gian uigi Beccaria (Il mare in un imbuto.dove va a ingua italiana (Einaudi 2010) è inguista e critico etterario raffinato, ma ha scritto questo ibro per un pubblico non professionista, un pubblico, certo, che egge e che riflette e che amadiscorrere con pacatezza. Nel primo capitolo significativamente intitolatodubito, se parlo, si parte, appunto, daidubbi quotidiani che tormentano chi parla e, soprattutto, chi scrive, formulati in maniera interrogativa, quasi fosserodomandedi un cruciverbadivertente e istruttivo. Un gioco eggero edistensivo ma che guidato sapientementedal’autore apre a tratti squarcidi storiadel inguaggio,di vicende etimologichedimenticate,di meccanismi semantici ignorati. Scopriamo così una ingua assai vivace e poco irreggimentata, in continua oscilazione tra tendenza e norma, pienadi viscosità e “ilogiche” asimmetrie, apparenti incongruenze, che non accettano categorichedefinizionidi giusto sbagliato. È ’uso chedecide. Etimologie e storie curiose, serio e faceto si intrecciano in una ettura che è sempre fontedi apprendimento. Beccaria vuol comunicare il suo amore per a ingua italiana e svelare ai suoi ettori a sua ricchezza e aduttilità espressiva, una ricchezza che contrasta fortemente con il inguaggio impoverito e sguaiato oggi trionfante. Beccaria si interroga sui percorsi e e prospettivedel’italianodi oggi, in bilico tra salute e malattia, ricchezza e povertà , in perenne confronto con altre ingue, soprattutto ’egemone inglese , che però non vienedemonizzato, anzi, è visto come fontedi arricchimenti. La ingua italiana si trova impegnata in un continuo vivace confronto anche con idiversidialetti. Beccaria tratta idialetti con tutto il rispetto e ’amore che sideve oro in quanto espressioni significative e importantidela cultura popolare, ma ribadisce che ’italianodeve trionfare, contro ogni anacronistico tentativodidare statutodi ingua ale molteplici comunitàdialettali. In omaggio ala cultura popolare che neidialetti soprattutto si esprime, Beccariadedica spazio al vocabolariodegli antichi mestieri artigianali e rurali.di fronte ala sconfinata ammirazione per una straordinaria inteligenza artigiana o scrittore non mostra però rimpianto: non si puòdimenticare che rimandano a mondidi povertà e fatica. Profondamente egate ala stessa cultura sono e feste, i riti, il cibo (dolci rituali), ricorrenze ritmateda un calendario profondamente inspirato al sacro: battesimo, cresima, Natale, Quaresima , Carnevale e giornideidefunti. Infine uno spazio è riservato al inguaggio più paludato e costruitodei professionistidela scrittura, poesia e prosa, o scrivere, ma anche il eggere, perché, eggere è una insostituibile compagnia.

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