Diario di scuola. L'autore affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli
alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in
gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli
"scavezzacollo", dei "marioli", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che
vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura
popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso
d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi
autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni
dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla
devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di
tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel "mal
di scuola" che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi
di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e
d'imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima i giovani di
oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l'autore della saga dei
Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o
toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro
della relazione pedagogica.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807721526
ISBN-10
880772152X
Titolo
Diario di scuola
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Grande Pennac! “-I prof. ci fanno usciredi testa! -Ti sbagli.dala testa ci sei già uscito. I professori cercanodi fartici tornare.” Grande Pennac! Finalmente qualcuno che sa parlaredi scuola in modo oggettivo, senza tirare in balo i solitidiscorsi triti e ritriti, riconoscendone e colpe,dove ci sono, ma anche i meriti indubbiamente esistenti edando a Cesare ciò che èdi Cesare. Peccato che non cidia anche e soluzioni… o meglio, fortedela sua ventennale esperienzadi insegnante presso alunnidifficili, nedà una, ma ho paura che nela maggior partedei casi non sia applicabile (non vidico quale per non rovinarvi a sorpresa). Un ibro che andrebbe tenuto al postod’onore in sala insegnanti e fatto eggere a tutti i genitori al momentodel’iscrizione (immagino un modulo extrada compilare con ’aiutodel’ex-somarodaniel Pennacchioni…). “Oggi esistono cinque speciedi bambini sul nostro pianeta: il bambino clienteda noi, il bambino produttore sotto altri cieli, altrove il bambino soldato, il bambino prostituito, e sui cartelonidela metropolitana il bambino morente a cui immagine, periodicamente, protende verso a nostra indifferenza o sguardodela fame edel’abbandono. Sono bambini, tutti e cinque. Strumentalizzati, tutti e cinque.”