Le scaglie di una sirena brillano tra le nevi perenni di un Abruzzo arcaico dove il sacro si confonde con il pagano.
Gabriele D’Annunzio intreccia leggende medievali e folklore locale, dando voce a figure sospese tra l'ascesi del profeta e la ferocia del corsaro.
La principessa Labanoff osserva il bagliore dell'albero decorato nell'oscurità della santa Russia, mentre un principe cercatore di spose insegue il candore di una pelle sangue e latte attraverso foreste gelate.
Tutto muta forma.
Il navigatore San Làimo abbandona la rotta dei pirati per farsi araldo di un dio nato da una vergine, distillando la legge dell'amore tra le pieghe di una narrazione che fonde l'asprezza di una terra d'Abruzzo abitata da santi e sirene con la solennità mitica dei Magi in cammino.
Questa rielaborazione dei racconti popolari abruzzesi trasfigura il Natale in un tempo dilatato, dove ogni visione riflette la stravagante maestria di un autore che piega la tradizione a una pura, inventiva meraviglia sonora.
Il riflesso di una stella d'oro si spegne sulla superficie immobile di un mare che ha dimenticato la furia delle vele.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa simbolista del primo Novecento.
✔ Appassionati di folklore regionale e leggende devozionali.
Perché è diverso
L'opera si distingue per l'audace sincretismo tra il misticismo cristiano e le suggestioni mitologiche pagane, rielaborando la tradizione orale abruzzese con una prosa ritmica e visionaria. La struttura frammentaria dei racconti permette di esplorare l'universo narrativo dannunziano lontano dai suoi consueti scenari bellici o decadenti.
Dettagli Bibliografici
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