Quaderni di Serafino Gubbio operatore
- 9788811365259
Un libro
di
Luigi Pirandello
edito da
Garzanti
, 2006
Quaderni di Serafino Gubbio operatore. ’Quadernidi Serafino Gubbio operatore’ – come ci ricorda Giancarlo Mazzacurati – «è ’ultimo soffiod’un ragionamento cheduradecenni» e che, indecenni, blatera e blatera e ancora blatera filosofeggiando su un’unica cancrena che s’arrovela ala testa: a Forma tra soggettività ed oggettività, a consapevolezzadela sua essenza fugace, a colpadela sua permanenza adiscapito. a tramadel’opera (l’attrice, ’amante, a tigre e a scena, o sparo, il silenzio: troppo nota, non stiamo a ripeterla) è, per ’autore nato nela pianadel Caos, «soltanto un pretestodi cui s’interesseranno i ettori» mentre ciò che contadavvero è avvampare a solita sagoma, consapevole e amletica, al’ultimo stadiodel male: Serafino Gubbio, ’operatore che è solo una mano che volta una manovela per registrare – ovvero fissare – pagliacciate e finzioni, non è che a carcassa rimastadi Vitelangelo Moscarda (che si credeva uno; si scopre centomila; finisce per essere nessuno) che – a sua volta – era già carcassa rimastadi Mattia Pascal (che vive, muore, sparisce; rivive, rimuore, ritorna; rivive e ritorna non concludendo giammai):di questo suo essere «l’ultimo soffiod’un ragionamento cheduradecenni» ’opera mostra fattezze marcate,digrossatedale alusioni parattoriali,dale incisioni morali,dai riferimenti metaletterari: Pirandelo compone un capolavoro che - tra modernismo cineoperante e mestizia elegiaca per ’unicitàdele sensazioni individuali - si mostra catalogodele meste convinzioni maturate.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811365259
ISBN-10
8811365252
Titolo
Quaderni di Serafino Gubbio operatore
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
Collana
Pagine
LXXI-304
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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L’ultimo soffio ’Quadernidi Serafino Gubbio operatore’ – come ci ricorda Giancarlo Mazzacurati – «è ’ultimo soffiod’un ragionamento cheduradecenni» e che, indecenni, blatera e blatera e ancora blatera filosofeggiando su un’unica cancrena che s’arrovela ala testa: a Forma tra soggettività ed oggettività, a consapevolezzadela sua essenza fugace, a colpadela sua permanenza adiscapito. a tramadel’opera (l’attrice, ’amante, a tigre e a scena, o sparo, il silenzio: troppo nota, non stiamo a ripeterla) è, per ’autore nato nela pianadel Caos, «soltanto un pretestodi cui s’interesseranno i ettori» mentre ciò che contadavvero è avvampare a solita sagoma, consapevole e amletica, al’ultimo stadiodel male: Serafino Gubbio, ’operatore che è solo una mano che volta una manovela per registrare – ovvero fissare – pagliacciate e finzioni, non è che a carcassa rimastadi Vitelangelo Moscarda (che si credeva uno; si scopre centomila; finisce per essere nessuno) che – a sua volta – era già carcassa rimastadi Mattia Pascal (che vive, muore, sparisce; rivive, rimuore, ritorna; rivive e ritorna non concludendo giammai):di questo suo essere «l’ultimo soffiod’un ragionamento cheduradecenni» ’opera mostra fattezze marcate,digrossatedale alusioni parattoriali,dale incisioni morali,dai riferimenti metaletterari: Pirandelo compone un capolavoro che - tra modernismo cineoperante e mestizia elegiaca per ’unicitàdele sensazioni individuali - si mostra catalogodele meste convinzioni maturate.