Il piacere - 9788811810476
Un libro
di
Gabriele D'Annunzio
,
Gibellini P. (cur.)
,
Caliaro I. (cur.)
edito da
Garzanti
, 2014
Il cristallo della finestra riflette il volto di Andrea Sperelli mentre osserva, tra le ombre di Palazzo Zuccari, le tele che compongono il suo personale museo dell'estetica.
Andrea Sperelli, esteta raffinato ed edonista, trasforma la propria esistenza in un'opera d'arte, finendo però intrappolato nelle trame di una duplicità sentimentale che logora la sua stessa percezione della realtà.
L'aristocratico dimora in stanze colme di oggetti rari dove coltiva una corruzione consapevole, rifuggendo ogni contatto con la volgarità del mondo esterno per elevarsi attraverso il costante culto del bello. Il giovane nobile modella i propri desideri su standard elevatissimi, cercando di fondere l'armonia delle forme con il dominio assoluto dei sensi in una ricerca spasmodica della voluttà, fino a quando il confine tra l'immagine posseduta e quella bramata diviene labile.
Tutto è apparenza.
In un attimo di distrazione fatale, mentre stringe tra le braccia la donna che incarna la purezza e il dolore, il pensiero scivola altrove, verso l'amante perduta, rendendo il nome pronunciato una ferita indelebile.
L'errore verbale svela la frattura tra memoria ed aspettazione, condannando lo spirito del protagonista a un isolamento che nessuna bellezza artificiale riuscirà più a mitigare o a rendere nuovamente tollerabile.
Un nome sussurrato nel buio di una stanza troppo colma di memorie segna il crollo definitivo di ogni artificio.
Per chi è
✔ Lettori della letteratura decadente europea.
✔ Cultori della prosa estetica di fine Ottocento.
Perché è diverso
La narrazione sposta il centro focale dall'azione esterna alla psicologia frammentata di un protagonista che vive il reale solo come estensione della propria coscienza. L'impalcatura stessa del racconto è retta da un lapsus linguistico, rendendo il linguaggio il vero motore del dramma intimo dell'esteta.
Dettagli Bibliografici
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