Il riflesso di Anna nello specchio incrinato rivela solo la maschera di una moglie devota che non esiste più.
Anna Karenina tenta di spezzare il soffocante matrimonio con il rigido Aleksej Karenin fuggendo in Italia tra le braccia dell'ufficiale Vronskij.
Le carrozze di Pietroburgo battono sul selciato una condanna inappellabile mentre l'adulterio si trasforma in una prigione privata.
L'onore brucia.
Il diniego del divorzio e l'impossibile contatto con il figlio strappano Anna alla sua identità sociale, confinandola in una passione distruttiva in Italia che non ammette mediazioni.
L'isolamento diventa una lama tagliente che incide ogni sua giornata.
L'alta società, un tempo custode dei suoi segreti, si chiude a tenaglia attorno alla donna, trasformando la ricerca di libertà in un ostracismo della nobiltà russa che ne divora la stabilità psichica e ogni residua speranza.
Il sibilo del treno che corre sulla ferrovia annuncia una risoluzione definitiva a un tormento diventato ormai insostenibile.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa realista russa dell'Ottocento.
✔ Chi apprezza le cronache dell'aristocrazia imperiale.
Perché è diverso
Il testo scardina la classica rappresentazione dell'adulterio, concentrandosi sulla disintegrazione psicologica causata dall'ipocrisia dei salotti imperiali. La struttura narrativa intreccia la rigidità burocratica di Karenin con la solitudine dell'esilio, trasformando il dramma privato in un soffocante ingranaggio sociale.
Dettagli Bibliografici
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