Buon anno! - 9788811815938
Un libro
di
Shalom Aleichem
,
Callow A. L. (cur.)
,
Bezza F. (cur.)
,
Burstin H. (cur.)
edito da
Garzanti
, 2020
Un orologio fermo batte il tempo immobile di una piccola stanza dove il ticchettio si è trasformato in un silenzio ostinato.
Lo scrittore rievoca la quotidianità yiddish del primo Novecento attraverso quattro racconti che intrecciano riti religiosi, tradizioni domestiche e ironia agrodolce.
L’inchiostro traccia i contorni di un rabbino immerso nelle proprie riflessioni, circondato da oggetti quotidiani che reclamano una voce.
Tutto resta sospeso.
Tra le pagine, il violino abbandonato in un angolo e il piccolo tallet piegato con cura descrivono l’universo yiddish perduto in cui la fede si confonde con le piccole miserie umane. I gesti ripetuti delle famiglie diventano il telaio della tradizione ebraica capace di trattenere l'eco di una realtà vissuta nel realismo dei borghi, dove ogni orologio rotto segna l'inizio di una lezione di vita dimenticata dai più.
Il realismo delle figure ritratte spoglia l'animo umano di ogni finzione, lasciando spazio solo alla commedia umana di personaggi che cercano riscatto nell'inverno tra le mura di casa.
Il riverbero di un violino stonato si spegne contro le pareti tappezzate di preghiere.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura yiddish del Novecento.
✔ Appassionati di narrativa breve ambientata nei borghi.
Perché è diverso
La raccolta è curata per restituire il tono ironico e realistico di un mondo scomparso, evitando la nostalgia in favore di un'osservazione minuta dei dettagli domestici. L'intreccio tra gli oggetti quotidiani e la ritualità religiosa costruisce una narrazione dove il quotidiano diventa l'unico custode di una memoria storica autentica.
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