Le mie prigioni. 1832 Goethe pubblica la seconda parte del Faust e muore a Weimar. Evariste
Galois redige la sua memoria sulle equazioni algebriche la notte prima di
morire in un duello. Nel Canale di Sicilia sprofonda l'isola Ferdinandea.
Viene dato alle stampe presso l'editore Bocca di Torino Le mie prigioni,
scritto da Pellico l'anno prima su consiglio del suo confessore. La Polonia è
proclamata provincia russa. Viene fondata la società Michelin. Von Clausewitz
pubblica Della guerra. Scoppiano rivolte liberali nello Stato pontificio. In
Inghilterra viene approvata una riforma della legge elettorale che concede il
suffragio ai proprietari di beni immobili. Applaudito scrittore di tragedie
fino al 1832, a partire da quella data Pellico inizia a essere fischiato a
ogni sua apparizione pubblica. La ragione di questa diffidenza, se non di
aperta ostilità, è da cercarsi nella pubblicazione de Le mie prigioni, il
libro che "recò più danno all'Austria che una battaglia perduta o cento
mazziniani frenetici". Tra il sospetto dei politici e il timore dei
benpensanti, era nata questa raccolta di memorie, che si rivelerà decisiva per
la formazione della coscienza civile degli italiani. Quella coscienza che
tenterà con alterne fortune di fondere passioni civili e pietà religiosa,
illuminismo e cristianesimo, e che non può mancare di riconoscere in Pellico
il suo glorioso inizio.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788817046664
ISBN-10
8817046663
Titolo
Le mie prigioni
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
235
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili