Quaderni di Serafino Gubbio operatore - 9788817063371
Un libro
di
Luigi Pirandello
edito da
Rizzoli
, 2013
L’obiettivo della macchina da presa punta dritto verso la scena, mentre le dita di Serafino Gubbio serrano la manovella con fredda precisione meccanica.
Serafino Gubbio, giunto a Roma in cerca di fortuna, si immerge nel meccanismo disumanizzante della Kosmograph, trasformandosi in un occhio impassibile che cataloga le ipocrisie del nascente mondo cinematografico.
La polvere degli studi romani si deposita sulle bobine mentre Varia Nestoroff attraversa il set con il suo carico di ambiguità calcolata.
Tutto diviene merce.
Aldo Nuti si agita tra le quinte, prigioniero di una vanità che la lente ingigantisce fino a svuotarla di ogni significato autentico, mentre le nevrosi del dottor Cavalena si perdono tra gli ingranaggi di una fabbrica di illusioni cinematografiche implacabile. Questo sguardo distaccato permette di analizzare la disintegrazione dell'identità moderna prodotta dal connubio tra uomo e tecnologia, una frammentazione che trasforma ogni battito umano in un prodotto destinato alla proiezione seriale tra gli schermi della metropoli.
Il silenzio della cinepresa inghiotte ogni residuo di umanità, lasciando soltanto l'immagine impressa sulla pellicola.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa del primo Novecento.
✔ Chi esplora la crisi dell'identità individuale.
Perché è diverso
La narrazione adotta la forma del diario di un osservatore estraniato per decostruire l'industria dello spettacolo dall'interno. Il testo si distingue per la capacità di trasformare la critica alla nascente estetica cinematografica in un saggio filosofico sull'alienazione umana di fronte alla macchina.
Dettagli Bibliografici
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