L'architettura di origine sabauda all'Asinara e la programmazione cinematografica nei campi profughi in Ciad segnano il punto di partenza di un reportage che scardina l'idea monolitica di un continente ridotto a banale astrazione geografica.
Gianni Biondillo documenta l'Eritrea, l'Egitto, l'Uganda e l'Etiopia attraverso le lenti dell'esperienza diretta maturata in 5 viaggi, contrapponendo le narrazioni di guerra e indigenza alla vitalità dei jazz club di Addis Abeba e alla realtà quotidiana nei mercati del Cairo. Il volume analizza il ruolo della cooperazione internazionale, osservando il lavoro concreto svolto dai volontari italiani e intrecciando cronaca sociale a testimonianze umane, come la vicenda di Geoffrey e Nighty. L'opera offre una prospettiva geografica e sociologica sull'Africa subsahariana e nordafricana, filtrando le contraddizioni locali attraverso uno sguardo che rifiuta il folklore in favore della complessità identitaria.
Per chi è
✔ Lettori di reportage narrativi e letteratura di viaggio
✔ Studiosi di dinamiche geopolitiche e cooperazione internazionale
Perché è diverso
Sostituisce le immagini stereotipate del continente con una mappatura di micro-storie e luoghi specifici, basandosi esclusivamente sull'osservazione diretta dell'autore durante le sue missioni sul campo.
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