Il sangue di una spia austriaca macchia le mani di Angelo Pardi mentre il confine piemontese si sgretola alle sue spalle sotto il peso dell'esilio.
In una Provenza flagellata dal colera, il giovane ufficiale degli ussari attraversa villaggi spettrali cercando di raggiungere l'Italia, incrociando lungo il cammino il destino di una donna enigmatica.
Le tegole scivolano sotto gli stivali mentre Angelo si muove tra i camini di Manosque, braccato da una folla che scambia la sua dignità per il morbo. Il cavaliere non cerca la resa, ma un varco tra le linee nemiche, mantenendo intatto un codice d'onore che la carne in putrefazione delle strade circostanti tenta di corrodere. Attraverso la Provenza devastata dal colera, il suo incedere si trasforma in una danza solitaria e tagliente.
Fuggire è un'arte.
L'incontro con Pauline altera la traiettoria di questa traversata nel Midi francese, legando due solitudini in una corsa verso un Nord che promette salvezza ma non pace. Le imboscate si susseguono come ombre tra i vigneti, costringendo Angelo a calibrare ogni gesto, ogni respiro, ogni duello, nel tentativo di preservare l'integrità del proprio spirito mentre il mondo intorno sembra dissolversi in un rigurgito di bile e polvere. La meta resta confinata all'orizzonte, un'illusione che guida i passi verso il Risorgimento.
L'Italia arde di un fermento lontano, richiamando a sé un uomo che non sa più distinguere il sapore della libertà da quello della propria sopravvivenza.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica di scuola francese.
✔ Appassionati di epopee cavalleresche e d'avventura.
Perché è diverso
L'opera ribalta le convenzioni del romanzo d'avventura innestando l'eleganza dello stile stendhaliano in un contesto di estrema degradazione biologica. La costruzione narrativa isola il protagonista in un microcosmo di principi nobiliari, rendendo la sua ricerca di dignità tanto anacronistica quanto necessaria nell'inferno del morbo.
Dettagli Bibliografici
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