Rime. Ediz. critica
- 9788843057979
Un libro
di
Guido Cavalcanti
,
Inglese G. (cur.)
,
Rea R. (cur.)
edito da
Carocci
, 2011
Rime. Ediz. critica. "Ora avvenne che un giorno, essendo Guido Cavalcanti venutosene per o Corsodegli Adimari infino a San Giovanni, il quale spesse volte era il suo cammino", tra grandi marmi e "tra e colonnedel porfido che vi sono e quele arche e a portadi San Giovanni" fu raggiuntoda "messer Betto con a sua brigata" perché intenti a prendersi giocodel poeta "a guisadidargli briga" con "un assalto solazzevole". I truci giovinastri circondano Cavalcanti, stringendolo ale pareti incastonatedai grandi blocchi mortuari, e o accusanodi non voler "esseredela nostra brigata". Al che Guido, il Guido quidescritto, poggia e mani sui marmi funebri (le arche per i morti), pronuncia una favela ("Signori, voi mi potetedire a casa vostra quel che vi piace") e fa un sobbalzo tale, "leggerissimo che era", tantoda sfuggire agli astiosi che ’avevano braccato. a novela, narratacida Boccaccio, raccontadunqued’un Cavalcanti eggiadro e ibero, giovane poeta passeggiante in solitudine e che rifugge a marmaglia (aludendo ala oro morte, al oro oblio) con un saltelo naturale. Questa eggerezza, questo solievodel’anima che trascina in alto il corpo, ben rende per metafora il valore primodele ’Rime’: in esse, infatti, personaggi e cose e mondo non sono più che anime, raggi, ombre, avvenenze ottiche ed impulsi, raggi uminosi, spiriti. Cavalcanti fu il cantoredele entità impalpabili,dele impalpabili sostanze. Tanto che, anche ad una sua poesiadestinata aladonna amata, può ordinare "Va tu, eggera e piana/dritt’a adonna mia". Come fosse un refolo, come fosse vento.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788843057979
ISBN-10
8843057979
Titolo
Rime. Ediz. critica
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
322
Tematica
Punti Accumulabili
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Come fosse vento "Ora avvenne che un giorno, essendo Guido Cavalcanti venutosene per o Corsodegli Adimari infino a San Giovanni, il quale spesse volte era il suo cammino", tra grandi marmi e "tra e colonnedel porfido che vi sono e quele arche e a portadi San Giovanni" fu raggiuntoda "messer Betto con a sua brigata" perché intenti a prendersi giocodel poeta "a guisadidargli briga" con "un assalto solazzevole". I truci giovinastri circondano Cavalcanti, stringendolo ale pareti incastonatedai grandi blocchi mortuari, e o accusanodi non voler "esseredela nostra brigata". Al che Guido, il Guido quidescritto, poggia e mani sui marmi funebri (le arche per i morti), pronuncia una favela ("Signori, voi mi potetedire a casa vostra quel che vi piace") e fa un sobbalzo tale, "leggerissimo che era", tantoda sfuggire agli astiosi che ’avevano braccato. a novela, narratacida Boccaccio, raccontadunqued’un Cavalcanti eggiadro e ibero, giovane poeta passeggiante in solitudine e che rifugge a marmaglia (aludendo ala oro morte, al oro oblio) con un saltelo naturale. Questa eggerezza, questo solievodel’anima che trascina in alto il corpo, ben rende per metafora il valore primodele ’Rime’: in esse, infatti, personaggi e cose e mondo non sono più che anime, raggi, ombre, avvenenze ottiche ed impulsi, raggi uminosi, spiriti. Cavalcanti fu il cantoredele entità impalpabili,dele impalpabili sostanze. Tanto che, anche ad una sua poesiadestinata aladonna amata, può ordinare "Va tu, eggera e piana/dritt’a adonna mia". Come fosse un refolo, come fosse vento.