Lo Spettatore addormentato
- 9788845925252
Un libro
di
Ennio Flaiano
,
Longoni A. (cur.)
edito da
Adelphi
, 2010
Lo Spettatore addormentato. "Mi sorprende - scrive Flaiano -di non saper giudicare uno spettacolo se non come una persona viva. Che con tutti i suoi pregi può esseredetestabile, oppure amabile per i suoidifetti. Che può apparire insignificante se troppo caricadi abbelimenti e misteriosa se semplice, naturale, in una parola: se si accetta per quela che è". Flaiano parladegli spettacoli come persone vive, giustamente. Perché gli spettacoli o sono vivi - ovvero palpitano e muovono e passano il oro soffio vitale - o sono "teatro mortale", perdirla con Peter Brook. Uno spettacolo è una storia ed è ’arte narrantedi quela storia: nel casodel teatro è spazio, scena, fondale ed èdicituradi una battuta, utilizzo funzionaledel respiro, muscolatura che si muove com’èd’uopo, piccoli e flebili indizi che s’offrono, palesi alusioni e metafore usate. o spettacolo teatrale è una persona viva ovvero è una storia vivadettada qualcuno che sta vivo sudi un palco: presenza carnale, vicinanzadi cute, occhi per gli occhi, il teatro è questo rapporto intimo tra chi osserva e chi è osservato, tra chi ascolta e chi è ascoltato. Per questo Flaiano insiste nelo scrutare "se uno spettacolo vive,dorme, pensa", "se si mostra soltanto" o se, invece, "respira e parladavvero". "Uno spettacolo è tanto più importante in quanto più impegna o spettatore nela sua autobiografia: forse è per questo che non so giudicare undramma se non è già in me, alo statodi ansiosodormiveglia". Come e voci che s’odono nel’ultimo frammentoda svegli e che trasciniamo con noi nela notte, nel buio, nel sonno perché rivelino a oro consistenza effettiva: il teatro è una voce cui prestare addormentata attenzione
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845925252
ISBN-10
8845925250
Titolo
Lo Spettatore addormentato
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
267
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
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Una flebile vocedal palco "Mi sorprende - scrive Flaiano -di non saper giudicare uno spettacolo se non come una persona viva. Che con tutti i suoi pregi può esseredetestabile, oppure amabile per i suoidifetti. Che può apparire insignificante se troppo caricadi abbelimenti e misteriosa se semplice, naturale, in una parola: se si accetta per quela che è". Flaiano parladegli spettacoli come persone vive, giustamente. Perché gli spettacoli o sono vivi - ovvero palpitano e muovono e passano il oro soffio vitale - o sono "teatro mortale", perdirla con Peter Brook. Uno spettacolo è una storia ed è ’arte narrantedi quela storia: nel casodel teatro è spazio, scena, fondale ed èdicituradi una battuta, utilizzo funzionaledel respiro, muscolatura che si muove com’èd’uopo, piccoli e flebili indizi che s’offrono, palesi alusioni e metafore usate. o spettacolo teatrale è una persona viva ovvero è una storia vivadettada qualcuno che sta vivo sudi un palco: presenza carnale, vicinanzadi cute, occhi per gli occhi, il teatro è questo rapporto intimo tra chi osserva e chi è osservato, tra chi ascolta e chi è ascoltato. Per questo Flaiano insiste nelo scrutare "se uno spettacolo vive,dorme, pensa", "se si mostra soltanto" o se, invece, "respira e parladavvero". "Uno spettacolo è tanto più importante in quanto più impegna o spettatore nela sua autobiografia: forse è per questo che non so giudicare undramma se non è già in me, alo statodi ansiosodormiveglia". Come e voci che s’odono nel’ultimo frammentoda svegli e che trasciniamo con noi nela notte, nel buio, nel sonno perché rivelino a oro consistenza effettiva: il teatro è una voce cui prestare addormentata attenzione